15 novembre – S.B. Moyo

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sb moyo
foto via Aljazeera.com

«Alla nostra gente e al mondo oltre i nostri confini vogliamo rendere espressamente chiaro che questo non è un colpo di stato militare. Ciò che le forze armate stanno facendo è pacificare la situazione politica, sociale ed economica del nostro paese, che sta deteriorandosi e che, se non viene affrontata, potrebbe portare a uno scontro violento»

Nella notte tra martedì e mercoledì, l’esercito dello Zimbabwe ha preso in custodia ad Harare, la capitale del paese, il presidente Robert Mugabe e la sua famiglia. I militari hanno dichiarato che non si tratta di un colpo di stato, definendo quanto sta accadendo una «misura correttiva senza spargimento di sangue». Un rappresentante dell’esercito, Maj. Gen. S.B. Moyo, ha letto una dichiarazione alla televisione di stato, ZBC, di cui sembra che l’esercito abbia preso il controllo.

«Vogliamo assicurare alla nazione che Sua Eccellenza, il presidente della Repubblica dello Zimbabwe e comandante in capo delle Forze Armate, il compagno R. G. Mugabe e la sua famiglia sono sani e salvi, e che la loro sicurezza è garantita» ha affermato Moyo. «Stiamo puntando soltanto ai criminali attorno a lui, responsabili di crimini che stanno causando al paese sofferenze sociali ed economiche, per consegnarli alla giustizia. Ci aspettiamo che la situazione ritorni alla normalità non appena avremo compiuto la nostra missione».

«Alla nostra gente e al mondo oltre i nostri confini vogliamo rendere espressamente chiaro che questo non è un colpo di stato militare. Ciò che le forze armate stanno facendo è pacificare la situazione politica, sociale ed economica del nostro paese, che sta deteriorandosi e che, se non viene affrontata, potrebbe portare a uno scontro violento».

[Qui il testo integrale dell’intervento a ZBC]

L’intervento dei militari segue di poche ore le dichiarazioni del generale Costantino Chiwenga, che lunedì aveva minacciato un’azione da parte dell’esercito in risposta alle «purghe» che stavano avvenendo all’interno del partito di governo, ZANU-PF, e di cui era rimasto vittima il vice-presidente dello Zimbabwe Emmerson Mnangagwa, rimosso dal suo incarico la scorsa settimana. Secondo il Guardian, Mnangagwa, che dopo la sua estromissione dal governo era fuggito in Sud Africa, sarebbe tornato in Zimbabwe mercoledì mattina.

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