4 novembre – Saad Hariri

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foto via Theguardian.com

«L’Iran vuole distruggere il mondo arabo e vantarsi di controllare le decisioni di tutte le capitali arabe. Gli Hezbollah hanno imposto in Libano una realtà tramite la forza delle armi, e il loro intervento ci sta causando gravi problemi con tutti i nostri alleati arabi»

Quest’oggi, il primo ministro del Libano, Saad Hariri, ha annunciato di aver rinunciato al suo incarico. Divenuto primo ministro nel 2016, Hariri, con le sue dimissioni ha sorpreso il suo stesso governo e segnala l’incremento delle tensioni tra i paesi del Vicino Oriente. Nel suo discorso ha detto di temere per la sua vita (il padre, anch’egli primo ministro, fu assassinato nel 2005) e soprattutto ha affermato che l’Iran «vuole distruggere il mondo arabo e vantarsi di controllare le decisioni di tutte le capitali arabe. Gli Hezbollah hanno imposto in Libano una realtà tramite la forza delle armi, e il loro intervento ci sta causando gravi problemi con tutti i nostri alleati Arabi».

Il Libano ha un sistema di governo che è diviso basato sulle sette religiose, tra le quali viene suddiviso il potere: il primo ministro dev’essere sunnita, il presidente crisitano maronita e il portavoce del parlamento dev’essere shiita. Di conseguenza, l’influenza dell’Iran e degli Hezbollah sciiti si contrappone a quella dell’Arabia Saudita che è filo-sunnita.

Il New York Times spiega Hariri potrebbe essersi dimesso per la pressione americana e saudita. Hariri avrebbe dovuto controbilanciare l’influenza sciita ma sarebbe stato troppo accondiscendente con quest’ultima; il suo allontamento, pertanto, fa parte del crescendo dei toni ostili all’Iran da parte del governo americano e saudita, a cui si è assistito negli ultimi tempi. Tuttavia, le sue dimissioni mostrano anche che gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita stanno esaurendo le tattiche a loro disposizione contro l’Iran, e ora devono sperare che il nuovo governo libanese sia favorevole a loro. In caso contrario, le sanzioni anti-Iran sono destinate esacerbarsi.

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