31 ottobre – Carles Puigdemont

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foto via Politico.eu

«Ci siamo spostati a Bruxelles per rendere manifesto il problema catalano nel cuore dell’Europa e denunciare la politicizzazione della giustizia spagnola e l’assenza di imparzialità… e anche per dimostrare al mondo quanto è grave il deficit democratico nello Stato spagnolo»

Quest’oggi, Carles Puigdemont ha tenuto la sua prima conferenza stampa da Bruxelles, dove è giunto ieri. Ha immediatamente spiegato che non sta scappando dalla giustizia spagnola e che non vuole chiedere asilo in Belgio, ma che vi rimarrà sino a quando non gli saranno date garanzie di un processo equo. La sua intenzione è, invece, richiamare l’attenzione dell’Europa alla questione catalana, poiché «è un affare europeo e voglio che l’Europa reagisca». Puigdemont ha anche dichiarato di accogliere di buon grado le elezioni che sono state convocate da Rajoy, che ha invitato ad accettarne il risultato.

Diverse le reazioni di Bruxelles. Il Belgio ha un movimento indipendentista legato a quello catalano e questo potrebbe spiegare la scelta di Puigdemont e degli altri indipendentisti. La preoccupazione maggiore è, pertanto, che il rapporto con la Spagna si incrini per la loro presenza; Puigdemont si è premurato di sottolineare che la vicenda non coinvolge la politica belga bensì che «noi siamo qui perché Bruxelles è la capitale d’Europa».

La speranza di Puigdemont di incontrare benevolenza da parte delle istituzioni che, appunto, hanno sede a Bruxelles, sembra però essere vana. Guy Verhofstadt, presidente dell’ALDE, ha fatto dell’ironia su Puigdemont con un post su Facebook, mentre Juncker, presidente della Commissione Europea, ha dichiarato che l’EU non interverrà “in un dibattito interno alla Spagna, ma non voglio che l’Unione Europea in futuro consista di 95 stati membri”.

Qualche ora dopo la conferenza stampa di Puigdemont, Carmen Lamela, giudice della Corte nazionale (Audencia Nacional), ha confermato l’accusa di ribellione, sedizione e di appropriazione indebita contro l’ex-presidente della Generalitat e gli altri membri del suo governo. Sono chiamati a testimoniare giovedì e venerdì prossimi. Nel mentre, la corte costituzionale spagnola ha sospeso la dichiarazione unilaterale di indipendenza catalana.

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