29 ottobre – Raila Odinga

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foto via Kenya-today.com

«Se un regime è antidemocratico, se un regime non è legittimato, il popolo è giustificato a resistergli»

Raila Odinga, politico kenyota e leader dell’opposizione, ha detto che il Kenya è in «grave pericolo» e che spera che nuove elezioni abbiano luogo entro i prossimi 90 giorni.

Nel corso di un’intervista concessa ad Associated Press, Odinga ha affermato che il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, starebbe cercando di «distruggere le restanti istituzioni di governance nel nostro paese», tra cui la Corte Suprema del Kenya.

Kenyatta, già eletto presidente nel 2013, era stato rieletto per un secondo mandato alle elezioni generali dello scorso agosto. Odinga, principale sfidante di Kenyatta, aveva però contestato l’esito del voto di fronte alla Corte Suprema, denunciandone il sabotaggio da parte di hacker che avrebbero avuto accesso ai server della commissione elettorale. Il primo settembre la Corte Suprema aveva accolto il ricorso di Odinga, annullando le elezioni di agosto e chiedendo che venissero ripetute a breve scadenza.

Nuove elezioni si sono quindi tenute giovedì scorso, in un clima caratterizzato da proteste e scontri violenti tra polizia e sostenitori dell’opposizione. Durante gli scontri avrebbero perso la vita almeno otto persone. Odinga aveva boicottato le nuove elezioni per l’assenza di una vera competizione tra candidati («Si è trattato in sostanza di Uhuru contro Uhuru»), invitando i propri sostenitori a fare lo stesso.

Ad Associated Press Odinga si è detto disponibile al dialogo con Kenyatta, per giungere a quelle che ha definito elezioni libere e corrette. «Non siamo contrari a confrontarci, ma la nostra agenda rimane sempre la stessa: creare le condizioni perché nuove elezioni si possano tenere entro i prossimi 90 giorni» ha detto Odinga.

Odinga ha quindi affermato che per raggiungere questo obiettivo il suo movimento, National Resistance Movement, organizzerà scioperi, boicottaggi e manifestazioni pacifiche. «Tutti questi strumenti servono al popolo per mettere pressione al governo» ha spiegato. «La nostra costituzione ci consente di farlo … Se un regime è antidemocratico, se un regime non è legittimato, il popolo è giustificato a resistergli».

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