16 ottobre – Carles Puigdemont

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foto via Rainews.it

«Vogliamo discutere, così come fanno le persone nelle democrazie affermate, del problema che riguarda la maggioranza dei catalani che vogliono intraprendere il loro cammino come stato indipendente in Europa. La sospensione del mandato politico ricevuto alle urne l’1 ottobre dimostra il nostro convinto desiderio di trovare una soluzione e non uno scontro»

Carles Puigdemont

Il presidente catalano Carles Puigdemont non ha chiarito se col suo discorso di martedì scorso avesse dichiarato l’indipendenza della Catalogna dalla Spagna, ma ha invece ribadito la sua richiesta di negoziati col governo spagnolo per risolvere la crisi che si è aperta in seguito al referendum catalano dell’1 ottobre.

Mercoledì scorso Mariano Rajoy, primo ministro spagnolo, aveva rivolto un ultimatum a Puigdemont, chiedendogli di confermare entro lunedì 16 ottobre se avesse dichiarato l’indipendenza della Catalogna e aggiungendo che, in caso di risposta affermativa, il presidente catalano avrebbe avuto tempo fino a giovedì 19 ottobre per ritrattare la sua dichiarazione: se Puigdemont si fosse rifiutato di farlo, il governo di Madrid sarebbe intervenuto per obbligare la Catalogna a rispettare la Costituzione e le leggi spagnole.

Oggi, giorno di scadenza dell’ultimatum, è stata pubblicata una lettera di Puigdemont a Rajoy: Puigdemont non ha risposto alla richiesta del primo ministro, ma ha invece chiesto un incontro per favorire il dialogo tra le parti «prima che la situazione degeneri ulteriormente».

«La priorità del mio governo è di percorrere incondizionatamente la strada del dialogo» ha scritto Puigdemont. «Vogliamo discutere, così come fanno le persone nelle democrazie affermate, del problema che riguarda la maggioranza dei catalani che vogliono intraprendere il loro cammino come stato indipendente in Europa. La sospensione del mandato politico ricevuto alle urne l’1 ottobre dimostra il nostro convinto desiderio di trovare una soluzione e non uno scontro».

Puigdemont ha proposto un periodo di due mesi da dedicare ai negoziati, prima che il suo governo decida di tirare dritto verso l’indipendenza; al tempo stesso, il presidente catalano ha chiesto alle autorità spagnole di interrompere «la repressione del popolo e del governo catalani», criticando la decisione dell’Audiencia Nacional di indagare per sedizione il capo della polizia catalana e i leader di due importanti organizzazioni pro-indipendenza.

«Nonostante tutto ciò che è accaduto, la nostra offerta di dialogo è sincera. Ma è logicamente incompatibile con l’attuale clima di repressione e minacce» si legge nella lettera. «Fissiamo il prima possibile un incontro che ci consentirà di sondare la possibilità di un primo accordo».

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