12 ottobre – Heather Nauert

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foto via Politico.com

«Questa decisione non è stata presa alla leggera e riflette le preoccupazioni degli Stati Uniti per il crescente arretramento dell’UNESCO, per la necessità di una fondamentale riforma nell’organizzazione e per i suoi continui pregiudizi anti-Israele»

Heather Nauert

Quest’oggi, con un comunicato pubblicato sul sito del Dipartimento di Stato, firmato dalla portavoce Heather Nauert, gli Stati Uniti hanno annunciato ufficialmente la loro decisione di ritirarsi dall’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura.

«In data 12 ottobre 2017, il Dipartimento di Stato ha notificato alla direttrice generale dell’UNESCO Irina Bokova la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dall’organizzazione e di cercare di istituire una missione come osservatore permanente presso l’UNESCO», si legge all’inizio del comunicato.

Il motivo dell’improvvisa e inaspettata decisione, secondo il Dipartimento Usa, sarebbe la postura decisamente anti-israeliana che l’organizzazione avrebbe assunto negli ultimi tempi. «Questa decisione non è stata presa alla leggera e riflette le preoccupazioni degli Stati Uniti per il crescente arretramento dell’UNESCO, per la necessità di una fondamentale riforma nell’organizzazione e per i suoi continui pregiudizi anti-Israele», è scritto nel comunicato.

La decisione dell’amministrazione Trump ricalca quella già presa da Reagan nel 1984, quando gli Stati Uniti lasciarono l’UNESCO per rientrarvi solo nel 2002, per volere di George W. Bush. Mentre dal 2011, lo stato americano aveva smesso di finanziare l’organizzazione, a seguito della decisione di includere tra i membri pure la Palestina.

Gli Usa, tuttavia, non lasciano completamente l’organizzazione, ma continueranno a impegnarsi a perseguirne gli obiettivi da fuori, come stato osservatore. E’ quello che si evince anche dal tweet pubblicato sempre dall’account ufficiale del Dipartimento di Stato.

«Mi rammarico profondamente per la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dall’Unesco, di cui ho ricevuto notifica ufficiale con una lettera del segretario di stato americano, Rex Tillerson», ha detto in un comunicato Irina Bokova, Direttrice Generale dell’organizzazione. «Una perdita per l’Unesco, per le Nazioni Unite e per il mutilateralismo», ha continuato.

La decisione americana ha avuto ripercussioni significative a Gerusalemme. «La decisione del presidente Trump è coraggiosa e morale, perché l’Unesco è diventato un teatro dell’assurdo e perché piuttosto che preservare la storia la distorce», è stato il commento in una nota del premier israeliano Netanyahu. L’ufficio del primo ministro ha anch’esso reso pubblico una nota in cui si comunica l’intenzione di Israele di lasciare a sua volta l’organizzazione: «Il premier Netanyhau ha dato istruzioni al ministero degli Esteri di preparare il ritiro di Israele dall’organizzazione in parallelo agli Stati Uniti».

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