5 ottobre – Wayne LaPierre e Chris Cox

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foto via Washingtonlife.com

«LA NRA ritiene che meccanismi disegnati per permettere a fucili semi-automatici di funzionare come se fossero armi del tutto automatiche dovrebbero essere sottoposti a ulteriori regolamentazioni. In un mondo sempre più pericoloso, la NRA si mantiene concentrata sul proprio obiettivo: rafforzare il Secondo Emendamento degli americani, la libertà di difendere se stessi, la propria famiglia e la propria comunità»

Wayne LaPierre e Chris Cox

In America, mentre si indaga sulla vita privata di Stephen Paddock per scoprire il perché della strage perpetrata dal pensionato domenica sera a Las Vegas, si dibatte sui dispositivi cosiddetti “bump fire”. Molte delle armi usate da Paddock, infatti, erano modificate con questo congegno, che, non a caso, è andato a ruba subito dopo la strage. Grazie a tale accorgimento, inventato e diffuso nel 2011, le armi semi-automatiche possono sparare con la stessa velocità di quelle automatiche, che sono armi proibite dalla legge americana.

Quest’oggi la “National Rifle Association”, l’organizzazione americana tradizionalmente a favore dell’uso delle armi e contraria a qualsiasi regolamentazione in merito, ha rilasciato un comunicato, firmato dai suoi due principali esponenti Wayne LaPierre e Chris Cox. Anzitutto, la NRA richiede che il “Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives”, l’ente federale preposto al controllo di alcol, tabacco, armi da fuoco ed esplosivi, provveda a valutare la legalità dei “bump fire”. Soprattutto, poi, l’Associazione afferma che questi dispositivi «dovrebbero essere sottoposti a ulteriori regolamentazioni».  Si tratta di una delle rare concessioni dell’Associazione a restrizioni sulle armi, ed è in accordo con la proposta di alcuni senatori repubblicani sulla proibizione dei “bump fire”.

Nel comunicato, tuttavia, l’Associazione si premura di negare la connessione tra il controllo delle armi e il verificarsi di attacchi simili a quello di Las Vegas. A tal proposito, puntualmente, il Guardian cita uno studio che mostra come nel Regno Unito, in Giappone, in Australia e in Germania, gli omicidi avvenuti per arma da fuoco siano diminuiti a seguito di maggiori restrizioni nel loro uso. Inoltre, l’Associazione, come a fare da contraltare alla proposta di regolamentare i “bump fire”, chiede al Congresso di far passare il “National Right-to-Carry reprocity”,ovvero il diritto a portare armi anche al di fuori del proprio Stato, cosa che permetterebbe di aggirare le legislature più restrittive a riguardo.

Qui di seguito la nostra traduzione del comunicato della NRA:

«A seguito dello scellerato e insensato attacco di Las Vegas, il popolo americano sta cercando risposte su come prevenire tragedie future. Sfortunamente, la prima risposta data da alcuni politici è stata quella di richiedere un maggiore controllo delle armi. Proibire le armi a cittadini americani rispettosi della legge a causa dell’atto criminale di un pazzo non preverrà in alcun modo attacchi in futuro. Questo è un fatto che è stato provato più e più volte in vari paesi nel mondo. Nell’attacco di Las Vegas,  i rapporti indicano che è stato usato un certo tipo di dispositivo per modificare le armi da fuoco adoperate. Sebbene la presidenza Obama abbia tentato di approvare la vendita dei dispositivi bump fire in almeno due occasioni, la “National Rifle Association” (NRA) richiede che il “Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives” (BATFE) verifichi immediatamente se questi congegni rispettino la legge federale. LA NRA ritiene che meccanismi disegnati per permettere a fucili semi-automatici di funzionare come se fossero armi del tutto automatiche dovrebbero essere sottoposte a ulteriori regolamentazioni. In un mondo sempre più pericoloso, la NRA si mantiene concentrata sul proprio obiettivo: rafforzare il Secondo Emendamento degli americani, la libertà di difendere se stessi, la propria famiglia e la propria comunità. A questo fine, a nome dei 5 milioni di membri in tutto il paese, noi chiediamo al Congresso di votare il “National Right-to-Carry reprocity”, che permette agli americani rispettosi della legge di difendere se stessi e le proprie famiglie da atti di violenza»

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