3 ottobre – Felipe VI

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foto via M.publico.es

«Nella Spagna migliore che tutti vogliamo ci sarà anche la Catalogna»

Felipe VI

Il re spagnolo, Felipe VI, ha tenuto quest’oggi un discorso eccezionale sulla situazione catalana. Confermando le parole di domenica del primo ministro spagnolo Rajoy, il re ha dichiarato anticostituzionale il referendum tenutosi in Catalogna. Ha affermato, anzi, che «certe autorità della Catalogna, in modo reiterato, cosciente e deliberato, sono venute meno al rispetto della costituzione e del loro statuto di autonomia». Con ciò, tali autorità hanno dimostrato «una slealtà inammissibile verso i poteri dello stato». Di contro, il re ha ricordato che in Spagna esistono «le vie costituzionali» perché le persone facciano valere le proprie idee, ed ha concluso riaffermando che non ci sarà Spagna senza Catalogna.

Qui di seguito, forniamo la nostra traduzione del discorso di Felipe VI.

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«Buonasera,

stiamo vivendo momenti molto tesi per la nostra vita democratica e data questa circostanza voglio rivolgermi direttamente a tutti gli spagnoli.

Siamo tutti stati testimoni dei fatti che sono avvenuti in Catalogna, con l’obiettivo finale della Generalitat [de Catalunya, n.d.t.] di proclamare illegalmente l’indipendenza della Catalogna.

Da molto tempo certe autorità della Catalogna, in modo reiterato, cosciente e deliberato, sono venute meno al rispetto della costituzione e del loro statuto di autonomia, cioè la legge che riconosce, protegge e difende le loro istituzioni storiche e il loro autogoverno.

Con la loro decisione hanno violato in maniera sistematica le norme approvate legalmente e legittimamente, dimostrando una slealtà inammissibile verso i poteri dello stato, uno stato che proprio quelle autorità rappresentano in Catalogna. Hanno minato i principî democratici di tutto quanto lo stato di diritto e hanno compromesso l’armonia e la convivenza nella società catalana, giungendo, disgraziatamente, a dividerla. Oggi la società catalana è divisa e combattuta.

Quelle autorità hanno mostrato disprezzo per il sentimento e il senso di solidarietà che hanno unito e uniranno tutti quanti gli spagnoli, e con la loro condotta irresponsabile possono persino mettere in pericolo la stabilità economica e sociale della Catalogna e di tutta la Spagna. In definitiva, tutto questo ha portato al culmine di un inaccettabile tentativo di appropriazione delle istituzioni storiche catalane. Quelle autorità, in maniera chiara e rotonda, si hanno poste totalmente oltre il limite del diritto e della democrazia. Hanno preteso di rompere l’unità della Spagna e la sovranità nazionale, ovvero il diritto di tutti gli spagnoli di decidere democraticamente della propria vita in comune.

Per tutto questo e di fronte a tale situazione di estrema gravità, è necessario il fermo impegno di tutti verso gli interessi collettivi. È responsabilità dei legittimi poteri dello stato assicurare l’ordine costituzionale e il normale funzionamento delle istituzioni, il vigore dello stato di diritto e l’autogoverno di Catalogna, basato sulla costituzione e sul suo statuto di autonomia.

Oggi voglio anche mandare altri messaggi a tutti gli spagnoli, in particolare ai catalani. Ai cittadini della Catalogna, a tutti, voglio ribadire che da decenni viviamo in uno stato democratico che offre le vie costituzionali perché qualsiasi persona possa difendere le proprie idee entro i limiti sanciti dalla legge, perché, come tutti sappiamo, senza questo rispetto non c’è convivenza democratica possibile in pace e libertà, né in Catalogna, né nel resto della Spagna né in un nessun posto al mondo. Nella Spagna costituzionale e democratica sapete bene che avete uno spazio di concordia e d’incontro con tutti i vostri concittadini.

So molto bene che in Catalogna c’è molta preoccupazione e grande inquietudine per la condotta delle autorità autonome. A chi sente ciò, vi dico che non siete soli né lo sarete: avete tutti l’appoggio e la solidarietà del resto degli spagnoli e la garanzia assoluta del nostro stato di diritto nella difesa della vostra libertà e dei vostri diritti.

E a tutti gli spagnoli che vivono con disagio e tristezza questi avvenimenti, voglio darvi un messaggio di tranquillità, di fiducia e anche di speranza. Sono momenti difficili ma li supereremo, sono momenti molto complessi ma ne usciremo fuori, perché crediamo nel nostro paese e ci sentiamo orgogliosi di ciò che siamo, perché i nostri principî democratici sono forti, sono solidi, e lo sono perché sono basati sul desiderio di milioni e milioni di spagnoli di convivere in pace e in libertà. Così abbiamo costruito la Spagna negli ultimi decenni e così dobbiamo proseguire questo percorso, con serenità e con determinazione. In questo cammino, nella Spagna migliore che tutti vogliamo ci sarà anche la Catalogna.

Concludo questo discorso a tutto il popolo spagnolo, sottolineando una volta di più il vivo impegno della corona per la costituzione e la democrazia, e la mia dedizione all’accordo e all’armonia tra gli spagnoli, e il mio compito come re di unire e conservare la Spagna. 

Buonasera»

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