2 ottobre – Hillary Clinton

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foto via Cnbc.com

«Il nostro dolore non è abbastanza. Possiamo e dobbiamo mettere la politica da parte, prendere posizione contro la Nra (National Rifle Association) e lavorare insieme per evitare che questo succeda di nuovo»

Hillary Clinton

Notte di terrore a Las Vegas, al “Route 91 Harvest”, un festival di musica country. Durante uno dei concerti, tenutosi presso il Mandalay Bay Hotel, verso le dieci di sera (07:10 del mattino in Italia), un uomo ha aperto il fuoco sulla folla, sparando da una delle finestre al 32esimo piano dell’hotel. L’aggressore, il 64enne Stephen Paddock, residente nello stato del Nevada, si è ucciso prima che la polizia potesse intervenire per fermarlo.

Il bilancio complessivo, fino ad ora, parla di 58 morti e circa 515 feriti, di cui almeno una dozzina in condizioni gravi. Al momento della strage, circa 22 mila persone stavano partecipando al festival. Secondo quanto riporta la Cnn, si tratta della sparatoria più sanguinosa nella storia degli Stati Uniti. Prima di oggi, infatti, l’episodio più grave risaliva al 12 giugno 2016 a Orlando, Florida, quando 49 persone erano state uccise fuori da un night club, frequentato principalmente da omosessuali.

L’agenzia di propaganda Amaq ha più tardi riportato la notizia secondo cui Stephen Paddock fosse un soldato dello Stato Islamico. In un secondo comunicato, sempre l’Isis ha dichiarato che l’uomo si sarebbe convertito all’islam diversi mesi fa, cambiando persino il nome in Samir Al-Hajib. Tuttavia, per il momento, l’Fbi non ha trovato alcun legame esistente tra l’autore della strage e qualsivoglia organizzazione terroristica.

Quest’oggi il Presidente Donald Trump ha parlato alla nazione. Durante il suo discorso, Trump ha preferito concentrarsi sulle vittime e sui loro familiari, indirizzando loro il proprio sostegno e le proprie preghiere. «E’ stato un atto di pura malvagità», ha detto. Nonostante la rivendicazione dell’Isis, il Presidente non ha fatto alcun riferimento alla possibile matrice terroristica della strage, limitandosi a ringraziare le forze dell’ordine per il lavoro che stanno svolgendo.

L’accaduto ha riaperto il mai risolto dibattito interno all’America riguardante la legalizzazione delle armi. Hillary Clinton, che in campagna elettorale si era molto spesa per la limitazione di questa libertà, ha subito colto l’occasione per ribadire la sua posizione contraria alla vendita libera di armi. «Il nostro dolore non è abbastanza. Possiamo e dobbiamo mettere la politica da parte, prendere posizione contro la Nra (National Rifle Association) e lavorare insieme per evitare che questo succeda di nuovo», ha affermato in un tweet.

Bersaglio delle critiche della Clinton è la Nra (National Rifle Association), la più importante lobby americana delle armi. «La folla è fuggita al suono degli spari. Immaginate quanti morti se chi sparava avesse avuto un silenziatore, che è ciò che la Nra vuole rendere più facilmente acquistabile», è stato il messaggio del suo secondo tweet.

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