30 settembre – Katherine Zappone

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foto via Irishtimes.com

«Facciamo in modo che questa sia la nostra ultima Marcia per la Scelta»

Katherine Zappone

La ministra dell’infanzia irlandese, Katherine Zappone, è stata tra le oltre 30 mila persone che hanno partecipato alla «Marcia per la Scelta» tenutasi a Dublino. Si tratta di una manifestazione annuale a favore del diritto all’aborto, negato alle donne irlandesi dal 1983, quando con un referendum è stato introdotto l’Ottavo emendamento alla Costituzione. Nel 2016, una commissione delle Nazioni Unite ha giudicato questo divieto come una violazione dei diritti delle donne.

La Marcia di quest’anno si è tenuta pochi giorni dopo che il giovane neo-primo ministro, Leo Varadkar, ha promesso un referendum per abrogare il divieto d’aborto, entro agosto del prossimo anno, quando il papa visiterà l’Irlanda. Varadkar, ex-medico, sembra «non credere in maniera assoluta» al diritto all’aborto, si destreggia, invece, per trovare un compromesso tra la fazione cattolico-conservatrice e quella liberale. Per lui si tratta della prima sfida elettorale ed è in gioco la sua reputazione internazionale e quella irlandese.

L’Irlanda, che pure è stato il primo paese al mondo a permettere i matrimoni omosessuali, punisce l’aborto con pene fino a 14 anni di prigione. Perciò, dal 1983, ogni anno, migliaia di donne non possono che intraprendere un viaggio in Inghilterra per poter abortire legalmente. Soltanto nel 2016 più di 3000 donne hanno dovuto richiedere assistenza fuori dall’Irlanda, ed è il numero più basso registrato da allora. Tra i simboli di quest’oggi, un marciapiede con più di 205 mila segni in gesso «per rendere visibili», spiega al The Guardian un’attivista, questi viaggi spesso taciuti e umilianti.

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Foto via Nytimes.com (CreditChris J Ratcliffe/Agence France-Presse — Getty Images)

 

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