20 settembre – Carles Puigdemont

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foto via Politico.eu

«Lo Stato spagnolo ha sospeso di fatto l’autogoverno della Catalogna e ha applicato di fatto uno stato d’eccezione»

Carles Puigdemont

Tra Madrid e Barcellona la tensione è arrivata ai massimi storici, con l’avvicinarsi del referendum catalano per l’indipendenza, ritenute illegale dalle autorità centrali. Questa mattina alcuni agenti della Guardia Civil, la polizia spagnola, hanno eseguito alcuni blitz nella capitale della Catalogna, portando a termine una serie di arresti e sequestrando circa dieci milioni di schede elettorali.

Tra coloro che sono stati arrestati compaiono almeno tredici figure di spicco del governo e della politica catalana. In particolare, Josep Maria Jovè, braccio destro del Vice-presidente catalano, Jordi Graell, Direttore del Dipartimento di attenzione ai cittadini, e Jordi Puignero, Presidente del Centro delle telecomunicazioni.

Inoltre, sono state svolte delle perquisizioni all’interno della Gendarmeria, uno dei corpi nazionali con funzioni di polizia militare, e negli uffici dell’esecutivo di Barcellona. Un portavoce della Generalitat, il Parlamento catalano, ha riferito: «Sono entrati nei Dipartimenti Affari Economici, Esteri e della Presidenza dell’esecutivo regionale».

Il Primo Ministro Mariano Rajoy ha difeso la decisione dell’esecutivo da lui guidato. Parlando dall’aula del Congresso dei deputati spagnolo, ha detto: «Il governo tutela i diritti di tutti gli spagnoli. I giudici si sono espressi contro il referendum, come democrazia abbiamo l’obbligo di far rispettare la sentenza». Una posizione ferma che è stata prontamente difesa dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel: «Abbiamo a cuore la stabilità di un partner così vicino».

Decisamente contrarie, invece, le reazioni del Sindaco di Barcellona Ada Colau, nota sostenitrice del referendum. «È uno scandalo democratico che si perquisiscano le istituzioni e si arrestino cariche pubbliche per motivi politici. Difendiamo le istituzioni catalane», è stato il messaggio scritto oggi su Twitter.

Il Governatore della Catalogna, Carles Puigdemont, ha tenuto questa mattina una conferenza stampa per difendere la propria posizione e la legittimità del referendum del 1 ottobre, contro quelle che egli perpecisce come delle malversazioni da parte del governo centrale di Madrid. «Lo Stato spagnolo ha sospeso di fatto l’autogoverno della Catalogna e ha applicato di fatto uno stato d’eccezione», ha affermato durante il suo discorso.

Puigdemont ha comunque confermato che il tanto contestato referendum si terrà. «Manteniamo la convocazione del referendum del 1 ottobre per difendere la democrazia di fronte ad un regime repressivo e intimidatorio», ha detto, aggiungendo poi, «L’1 ottobre usciremo di casa, porteremo la scheda e voteremo. Quello che sta vivendo la Catalogna non lo vive nessun altro stato dell’Unione Europea».

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