14 settembre – Tirana Hassan

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foto via Allevents.in

 

«Le prove sono inconfutabili: le forze di sicurezza del Myanmar stanno dando fuoco alla zona nord dello Stato di Rakhine con l’obiettivo di costringere i rohingya a scappare dal Myanmar. Non si può sbagliare: questa è una pulizia etnica»

Tirana Hassan

In questi giorni stanno emergendo sempre più informazioni e notizie a proposito della fuga dei rohingya da Myanmar. Tirana Hassan, direttrice dell’unità di crisi di Amnesty International, non ha dubbi a considerare la strategia delle forze armate di Myanmar un’opera di «pulizia etnica. Ieri, il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Gutierres, ha definito «catastrofica» la situazione umanitaria, che nelle ultime settimane registra almeno 370 mila persone in fuga verso il Bangladesh.

Quest’oggi Amnesty International ha pubblicato un resoconto degli incendi che dallo scorso 25 agosto vengono appiccati nello stato di Rakhine. Dalle immagini satellitari risultano almeno 80 incendi di larghe dimensioni in zone abitate. Secondo le testimonianze raccolte, sembra che i militari pianifichino gli attacchi e abbiano un modus operandi piuttosto preciso: spesso, avvisano i membri del villaggio di un imminente attacco; poi, il villaggio viene accerchiato e, dopo aver sparato alcuni colpi in aria per far uscire di casa le persone, i soldati appiccano fuoco alle case.

 

Anche il The Guardian quest’oggi ha pubblicato un video che ha ricevuto e che, avverte, «non è stato verificato indipendentemente dal The Guardian perché l’accesso dei giornalisti nell’area è ristretta». Il video, tuttavia, mostra persone che attraversano un fiume e che sono in fuga da un villaggio in fiamme. La BBC, nei giorni scorsi, ha riportato la testimonianza di uno dei suoi giornalisti, a cui è stato concesso di entrare, invitati dal governo di Myanmar a Rakhine, per sconfessare l’accusa di pulizia etnica. Tuttavia, afferma il giornalista, che la tesi proposta dal governo, che siano i musulmani a i militari da sé a bruciare i villaggi, è insostenibile.

 

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