13 settembre – Jean-Claude Juncker

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foto via Ansa.it

 

«Il vento è tornato a spirare nelle vele dell’Europa. Questa è la nostra opportunità, ma non durerà per sempre. Dobbiamo cogliere l’attimo, dobbiamo farci sospingere dal vento»

Jean-Claude Juncker

Quest’oggi, Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, ha tenuto l’annuale discorso sullo stato dell’Unione Europea. Ha esordito con l’ottimismo di chi, dopo un anno “«un anno che ha colpito le nostre più profonde radici», vede che “«l’economia europea sta finalmente riprendendo slancio»” e che questa è l’occasione da cogliere.

Tra i vari temi toccati, Juncker ha marcato una netta contrapposizione con gli Stati Uniti per quel che riguarda la lotta al cambiamento climatico. L’Europa dev’essere infatti all’avanguardia, ha detto, «per rendere il nostro pianeta great again». Per quel che riguarda gli attacchi informatici, invece, Juncker ha chiesto che l’Europa migliori in tale settore, perché «i cyber attack possono essere molto più pericolosi per le democrazie e le economie che le armi e i carriarmati».

Nel novero degli ambiti su cui l’Europa dovrà lavorare nei prossimi mesi, Juncker ha posto la gestione dei flussi migratori. Lo scenario gli appare in via di miglioramento, e ha voluto menzionare l’Italia quale attrice di un «indefesso e encomiabile sforzo», con il quale «sta salvando l’onore dell’Europa nel Mediterraneo». Juncker ha promesso che l’Italia continuerà a ricevere supporto finanziario per questo. Tuttavia, il presidente ha anche voluto ricordare che «l’Europa ha una responsabilità collettiva» a proposito delle «inumane condizioni di detenzione e nei centri di accoglienza» libici.

Infine, Jean-Claude Juncker ha avanzato alcune proposte per quel che riguarda le istituzioni europee. Vorrebbe istituire la figura di un ministro dell’economia e della finanza, che «coordini tutti gli strumenti finanziari dell’EU» e ne migliori l’efficienza. Sempre secondo il principio per cui «più democrazia significa più efficienza», Juncker propone di unire le presidenze dell’Unione Europea e del Consiglio dell’EU in un’unica figura. «Con un singolo presidente», ha spiegato, «verrebbe meglio espressa la vera natura dell’Unione Europea come un’Unione di Stati e un’Unione di cittadini».

 

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foto via Nytimes.com (Credit: Christian Hartmann/Reuters )

 

 

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