28 luglio – Liz Throssell

Posted by
7-7-17throssell
foto via Un.org

«Il desiderio del popolo venezuelano di partecipare oppure no a queste elezioni dev’essere rispettato. Nessuno dovrebbe essere obbligato a votare, e chi desidera partecipare dovrebbe poterlo fare liberamente. Chiediamo alle autorità di gestire qualsiasi protesta contro l’Assemblea Costituente secondo le norme e i principi dei diritti umani internazionali, e perciò esprimiamo la nostra preoccupazione in merito alla proibizione, da oggi fino al 1 agosto, delle dimostrazioni che le autorità considerano interferire con le elezioni. Chiediamo anche a coloro che si oppongono alle elezioni e all’Assemblea di farlo pacificamente»

Liz Throssell

Quest’oggi l’ONU, tramite la sua portavoce Liz Throssell, ha ribadito la propria preccupazione in merito alla situazione politica in Venezuela. Già nelle scorse settimane, l’ONU aveva rilevato l’uso di metodi oppressivi e d’intimidazione del governo di Maduro contro civili, riportando ad esempio che 450 di loro sono stati processati da tribunali militari e non da civili. La stessa Throssell affermava a proposito: «Chiediamo che il governo cessi questa pratica, che è contraria alle leggi internazionali dei diritti umani, in particolare sotto il profilo delle garanzie processuali. I civili accusati di un crimine o di un atto illegale devono apparire di fronte a un tribunale civile». L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati stima che siano 27 mila i richiedenti asilo venezuelani e 52 mila quelli che lo stanno chiedendo, anche se queste cifre probabilmente rappresentano solo una parte del totale di coloro che avrebbero bisogno di aiuto internazionale.

Il presidente Nicolás Maduro, eletto nel 2013 (con il 50,78% dei voti), ha indetto per quest’ultimo weekend di luglio le elezioni per formare una Assemblea Costituente atta a rivedere la costituzione, scritta nel 1999 dal suo predecessore Hugo Chávez. 363 membri dell’Assemblea saranno scelti da elezioni locali, altri 181 invece saranno scelti dai membri di sette settori sociali (pensionati, gruppi indigeni, uomini d’affari, contadini, studenti e altri). L’opposizione ha proclamato scioperi e chiesto di boicottare il voto del 30 luglio, accusando il presidente di voler prolungare con questo espediente il suo mandato, che scade nel gennaio 2019, e di bypassare così il congresso, dove la maggioranza è dell’opposizione.

Inoltre, accusa l’opposizione, a differenza di Chávez che modificò la costituzione supportato dall’esito favorevole di un referendum popolare, Maduro ha indetto l’Assemblea Costituente tramite un decreto, perché, come dimostrerebbero le recenti votazioni informali organizzate dall’opposizione, il presidente non godrebbe della fiducia dei venezuelani.

«Da anni il Venezuela è una polveriera», scrive il The Guardian. Da aprile, per le strade del paese si susseguono manifestazioni di protesta contro il governo, accusato di non fare abbastanza per porre rimedio alla diffusa scarsità di beni di prima necessità e all’incremento dell’inflazione. La repressione delle proteste da parte del governo ha finora causato circa cento morti. Nei giorni scorsi, il governo americano ha preso posizione contro Maduro, mettendo in atto una serie di sanzioni e minacciando l’embargo del petrolio, la cui esportazione sta alla base dell’economia venezuelana.

Rispondi