26 luglio – Recep Tayyip Erdoğan

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foto via Lastampa.it

«Israele sta minando il carattere islamico di Gerusalemme… Nessuno deve sperare che noi rimarremo in silenzio di fronte ai doppi standard a Gerusalemme»

Recep Tayyip Erdoğan

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan è intervenuto nella crisi della Spianata delle Moschee di Gerusalemme, accusando Israele di mettere a repentaglio il «carattere islamico» della città.

Da giorni nei pressi della moschea al Aqsa di Gerusalemme hanno luogo manifestazioni di protesta contro la decisione di Israele di inasprire le misure di sicurezza per l’accesso alla Spianata delle Moschee, un importante luogo sacro sia per i musulmani sia per gli ebrei situato nella parte est di Gerusalemme.

La sicurezza del sito è gestita dalle autorità israeliane. In seguito all’attentato dello scorso 14 luglio, Israele aveva deciso di installare dei metal detector all’ingresso della Spianata: la decisione aveva scatenato numerose proteste, sfociate in episodi di violenza tra manifestanti e polizia, ed era stata in seguito revocata. Israele ha però dichiarato che al posto dei metal detector installerà un avanzato sistema di videosorveglianza in grado di riconoscere i volti delle persone.

Mercoledì, nel corso di una conferenza ad Ankara, Erdoğan ha dichiarato: «Israele sta minando il carattere islamico di Gerusalemme… Nessuno deve sperare che noi rimarremo in silenzio di fronte ai doppi standard a Gerusalemme». Il commento del presidente turco, che è anche il leader del partito islamista conservatore AKP (Partito per la Giustizia e lo Sviluppo), ha innescato la replica immediata del governo israeliano. «È assurdo che il governo turco, che occupa Cipro del Nord, reprime in modo brutale la minoranza curda e incarcera i giornalisti, dia lezioni ad Israele, l’unica vera democrazia della regione» ha detto Emmanuel Nahshon, portavoce del ministro degli Esteri israeliano.

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