22 luglio – Christian Kern

Austrian Chancellor Kern addresses the media in Vienna
foto via Reuters.com

«Dobbiamo stare attenti a non finire in un gruppo con Viktor Orban e con la Lega Nord. Chi è contro tutti, resta solo. La reputazione dell’Austria non va messa a rischio per una campagna elettorale»

Christian Kern

Il Cancelliere austriaco, il socialdemocratico Christian Kern, si è oggi pubblicamente discostato dalle recenti dichiarazioni del suo Ministro degli Esteri, il popolare Sebastian Kurz, sulla questione dei migranti. Il tema dell’immigrazione e dell’apertura-chiusura delle frontiere, infatti, rimane la questione più scottante per i leader dell’Unione Europea, con l’Italia che sembra sempre più isolata nell’affrontare l’emergenza.

«Pretendiamo che venga interrotto il traghettamento di migranti illegali dalle isole italiane, come Lampedusa, verso la terraferma», aveva affermato il Ministro degli Esteri austriaco nella giornata di giovedì, dopo un incontro a Vienna con il suo omologo italiano Angelino Alfano.

Nonostante i buoni rapporti di facciata tra Italia e Austria, Kurz si era spinto fino a minacciare la chiusura della frontiera del Brennero. «Con il ministro degli Esteri Alfano è sempre un piacere incontrarci e io sono un amico della chiarezza», aveva detto in quell’occasione, «Gli ho detto: basta ingressi di migranti illegali sulla terraferma italiana da Lampedusa. Attualmente al Brennero c’è una cooperazione tra le forze di polizia, ma se l’Italia continuerà a far arrivare migranti verso nord allora chiuderemo i nostri confini».

Dichiarazione che avevano trovato una sponda favorevole tra i Paesi del Gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria). In particolar modo, il premier ungherese Viktor Orban ha fatto pervenire, non più tardi di ieri pomeriggio, al Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni la richiesta di chiudere i porti all’arrivo dei migranti. «Tutti i migranti che arrivano da Sud resteranno in Italia. Per questo l’Italia dovrebbe smettere di far sbarcare i migranti nei suoi porti», ha detto Orban, che ha poi aggiunto: «Non abbiamo bisogno di una politica comune europea sui migranti, e non abbiamo bisogno di un’agenzia comune europea per i migranti, perché porteranno soltanto caos, difficoltà e sofferenza».

Oggi, in un’intervista al quotidiano viennese “Presse am Sonntag”, il Cancelliere Kern ha voluto esprimere la solidarietà propria e dell’Austria nei confronti dell’Italia. Dopo una telefonata avuta con Gentiloni, Kern ha affermato che «serve più sensibilità nei confronti dell’Italia», aggiungendo che «così non va, non possiamo posizionarci contro l’Italia», ammonendo così il Ministro Kurz.

Sulla questione del Brennero e della probabile chiusura unilaterale del lato austriaco, Kern ha parlato di un finto problema. «Al Brennero viene messa in scena un’emergenza che non esiste», ha detto il Cancelliere, «Ancora oggi, dai Balcani arrivano più richiedenti asilo che dal Brennero. Una chiusura del Brennero colpirebbe soprattutto l’Alto Adige». Chiaramente, Vienna non può trascurare l’Alto Adige italiano, per via dei legami politici, economici e culturali che intrattiene da sempre con il Tirolo austriaco.

Kern ritiene che la linea dura espressa da Kurz e da altri membri del suo governo nei confronti dell’Italia sia dovuta unicamente a ragioni elettorali. Infatti, il 15 ottobre si terranno le elezioni per il Parlamento di Vienna, in cui i socialdemocratici di Kern sfideranno proprio i popolari di Kurz. «Dobbiamo stare attenti a non finire in un gruppo con Viktor Orban e la Lega Nord. Chi è contro tutti, resta solo. La reputazione dell’Austria non va messa a rischio per una campagna elettorale» ha detto lo stesso Cancelliere, che poi aggiunto: «La politica estera e la diplomazia vanno fatte a porte chiuse».

Se, tuttavia, Kern ha infine definito «comprensibile» il rammarico di Roma per come sta evolvendo la situazione, ha però ritenuto «inaccettabili» le parole del sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, che aveva definito il Ministro Kurz un «naziskin». «Una dichiarazione del genere me la sarei aspettata da un naziskin», aveva detto giovedì il primo cittadino dell’isola, «non certo da un rappresentante delle istituzioni di un Paese della Comunità Europea. Evidentemente Kurz non sa neppure quanto è grande Lampedusa, e dimentica che nella nostra isola vivono seimila persone che si sentono europee».

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