19 luglio – Benjamin Netanyahu

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foto via Bbc.com

«Penso che l’Europa debba decidere se vuole vivere e prosperare o se vuole avizzire e scomparire. Non sono molto politicamente corretto. So che è uno shock per alcuni di voi. È uno scherzo. Ma la verità è la verità, sia sulla sicurezza dell’Europa che sul futuro economico dell’Europa. Entrambe queste preoccupazioni impongono una diversa politica verso Israele»

Benjamin Netanyahu

Avrebbe dovuto essere un incontro a porta chiuse tra Israele e alcuni Paesi dell’Europa dell’Est. Invece, è bastato un microfono rimasto inavvertitamente acceso per pochi minuti per trasmettere in cuffia ai giornalisti presenti una serie di dichiarazioni piuttosto forti pronunciate da Benjamin Netanyahu nei riguardi dell’Unione Europea.

Il Primo Ministro era giunto ieri a Budapest, in quella che era la prima visita di un leader israeliano in Ungheria negli ultimi trent’anni. Oggi era previsto un incontro multilaterale con i leader dei Paesi del Gruppo di Visegrad: Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia. L’obiettivo era trovare una linea comune anti-immigrazione, che prevedesse anche l’erezione di barriere e di recinzioni alle frontiere, allo scopo di bloccare il flusso di profughi e migranti provenienti dal Medio Oriente.

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Da sinistra: il premier Bohuslav Sobotka della Republica ceca, Benjamin Netanyahu di Israele, Viktor Orbán dell’Ungheria, Robert Fico della Slovacchia e Beata Szydło della Polonia, durante una conferenza stampa a Budapest (foto via Theguardian.com/Epa)

Netanyahu, che recentemente ha avuto un acceso diverbio con l’Unione Europea riguardante la legge che riconosce retroattivamente gli insediamenti israeliani in Palestina, osteggiata da Bruxelles in quanto ostacolerebbe il processo di pace, non ha perso l’occasione per attaccare duramente l’Europa e il suo atteggiamento ambiguo, per non dire ostile, nei confronti di Israele.

«L’Unione Europea è l’unica organizzazione di stati al mondo che stabilisce le sue relazioni con Israele, che le fornisce la tecnologia in ogni campo, sulla base delle condizioni politiche. L’unica! Nessuno lo fa» ha detto Netanyahu, che ha poi continuato: «È folle. È veramente folle. E non riguarda i miei interessi, sto parlando degli interessi dell’Europa».

Il Primo Ministro israeliano si è rivolto anche al suo omologo ungherese, Viktor Orban, che spesso in passato ha espresso posizioni anti-semite. «Penso di poter suggerire che ciò che risulta da questo incontro è la tua capacità di comunicare con i tuoi colleghi in altre parti d’Europa: aiutare l’Europa … non minare un paese occidentale che difende i valori europei e gli interessi europei e impedisce un’altra migrazione di massa in Europa» ha detto il leader israeliano, che ha poi proseguito: «Quindi smettetela di attaccare Israele. Iniziate a sostenerci».

A questo punto, Orban è intervenuto nel discorso e, ridendo, ha detto: «Signor Netanyahu, l’Unione Europea è ancora più unica. L’UE pone delle condizioni ai Paesi già all’interno dell’UE, non solo ai Paesi esterni». Secca e polemica la risposta di Netanyahu: «Penso che l’Europa debba decidere se vuole vivere e prosperare o se vuole avizzire e scomparire. Non sono molto politicamente corretto. So che è uno shock per alcuni di voi. È uno scherzo. Ma la verità è la verità, sia sulla sicurezza dell’Europa che sul futuro economico dell’Europa. Entrambe queste preoccupazioni impongono una diversa politica verso Israele».

«Siamo parte della cultura europea», ha continuato Netanyahu, «L’Europa finisce in Israele. A est di Israele, non esiste più l’Europa. Non abbiamo amici più grandi di quei cristiani che sostengono Israele in tutto il mondo. Non solo gli evangelisti. Se andassi in Brasile, sarei accolto con maggior entusiasmo che all’interno del mio partito, il Likud».

Importanti anche le parole pronunciate dal leader israeliano sulla crisi in Siria, in cui il suo Paese svolge un ruolo di primissimo piano. «Abbiamo bloccato il confine non solo con l’Egitto, ma sulle alture del Golan», ha detto, «Abbiamo costruito il muro perché c’era un problema con l’ISIS e con l’Iran che cercavano di costruirvi un fronte per il terrorismo». «L’ho detto a Putin, quando li vediamo trasferire armi a Hezbollah, gli faremo male. Lo abbiamo fatto una dozzina di volte» ha affermato sempre lo stesso Netanyahu, confermando che l’aviazione israeliana sta da tempo bombardando sia i convogli dell’Isis che quelli di Hezbollah e dei suoi alleati sciiti.

Ultime, ma non meno importanti, le dichiarazioni sulla politica estera americana in Medio Oriente, da cui traspare l’ostilità di Netanyahu verso Barack Obama e l’apprezzamento per la nuova amministrazione. «Abbiamo avuto un grosso problema (con gli Stati Uniti)». ha detto il Primo Ministro, «Ora penso che sia diverso. Nei confronti dell’Iran, c’è una posizione più forte. Gli Stati Uniti sono più impegnati nella regione e conducono più bombardamenti (in Siria). È una cosa positiva. Penso che siamo d’accordo sullo Stato Islamico, non siamo d’accordo sull’Iran».

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