13 luglio – Donald Trump

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foto via Theguardian.com (Kevin Lamarque/Reuters)

«Mio figlio è un ragazzo magnifico. Si è recato a un incontro con un’avvocata russa, non un’avvocata del governo [russo], ma un’avvocata russa. È stato un incontro breve. È stato un incontro che si è svolto molto, molto velocemente […] C’erano altre due persone nella stanza, immagino che uno di loro se ne sia andato quasi subito e che l’altro non fosse molto interessato all’incontro. Penso che, da un punto di vista concreto, la maggior parte delle persone sarebbe andata a quell’incontro: si chiama studio dell’avversario […] Penso che la stampa abbia creato un caso enorme a proposito di una cosa che un sacco di gente avrebbe fatto»

Donald Trump

Per la prima volta, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato pubblicamente la vicenda dell’incontro, avvenuto durante la scorsa campagna elettorale americana, tra suo figlio maggiore Donald Trump Jr. e l’avvocata russa Natalia Veselnitskaya.

Nel corso di una conferenza a Parigi, dove il presidente Usa ha incontrato oggi il suo omologo francese Emmanuel Macron, Trump ha difeso suo figlio («un ragazzo magnifico»), sostenendo che la stampa avrebbe creato «un caso enorme a proposito di una cosa che un sacco di gente avrebbe fatto».

 

La vicenda risale a giugno dell’anno scorso e si inserisce nel complesso intreccio di avvenimenti che riguardano l’interferenza della Russia nelle scorse elezioni presidenziali statunitensi.

Il 9 giugno 2016, Donald Trump Jr. si incontrò con l’avvocata russa Natalia Veselnitskaya dopo che un intermediario, il promoter inglese Rob Goldstone, lo aveva contattato via email per offrirgli informazioni compromettenti su Hillary Clinton, la candidata dei Democratici che avrebbe sfidato Trump alle elezioni di novembre. L’incontro si svolse presso la Trump Tower, e oltre al figlio di Trump, che era uno stretto collaboratore del comitato elettorale del padre, parteciparono anche Jared Kushner, genero di Trump e oggi influente consigliere alla Casa Bianca, e l’allora presidente del comitato elettorale Paul Manafort. Sia Kushner che Manafort sono oggi indagati per i loro rapporti con la Russia.

La vicenda è stato resa nota dopo che il New York Times martedì scorso ha pubblicato le email che Donald Trump Jr. e Rob Goldstone si scambiarono per organizzare l’incontro. Nelle email Goldstone presenta l’avvocata russa come rappresentante del governo di Mosca, e parla di «una questione di alto livello, molto sensibile […] parte del sostegno della Russia e del suo governo a Trump». Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante perché, come ricorda Francesco Costa de il Post, “l’indagine del procuratore speciale Robert Mueller sta cercando di accertare tra le altre cose se ci sia stata collaborazione tra il governo russo e il comitato elettorale di Donald Trump”.

mail goldstone trump
La mail nella quale Goldstone parlò a Donald Trump Jr. delle informazioni compromettenti sul conto di Hillary Clinton (foto via Ilpost.it)

 

Dal canto suo, durante la conferenza stampa a Parigi, Trump ha cercato di minimizzare la vicenda, sostenendo che «la maggior parte delle persone sarebbe andata a quell’incontro: si chiama studio dell’avversario». Come scrive il Guardian, Trump si è però rifiutato di riconoscere che le informazioni che venivano offerte allo scopo di influenzare le elezioni presidenziali americane provenivano da un governo straniero e, in seguito alla richiesta di un giornalista, non ha voluto dire se secondo lui suo figlio avrebbe dovuto informare l’FBI dei contatti che i russi stavano cercando di instaurare.

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