12 luglio – Sergio Moro

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foto via Theguardian.cocm

«La responsabilità di un Presidente della Repubblica è enorme, ma anche la sua colpevolezza lo è quando commette crimini… Non importa quanto alto sia il suo ruolo, la legge è comunque al di sopra di lei»

Sergio Moro

Quest’oggi, l’ex-presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva è stato giudicato colpevole con l’accusa di corruzione. Secondo l’accusa, ha ricevuto illegalmente un milione di dollari per rinnovare una casa in una località balneare, da parte di una compagnia alla quale, in cambio, ha offerto contratti vantaggiosi con Petrobas, la compagnia petrolifera di Stato. La condanna, sentenziata dal giudice Sergio Moro, è a nove anni di prigione (l’applicazione non è immediata) e all’interdizione dai pubblici uffici.

Dopo che a marzo l’attuale presidente Temer è stato accusato di corruzione, si tratta della condanna più importante a cui ha portato l’operazione “lava jato”  (“autolavaggio”), forse il più grande scandalo di corruzione della storia. Il giudice Sergio Moro è uno dei protagonisti di questo periodo di grave crisi politica che ormai dura da circa tre anni. Ha inflitto 15 anni all’ex-presidente della Camera dei deputati, Eduardo Cunha, e rivolgendogli parole simili a quelle pronunciate nella sentenza a Lula: «La responsabilità di un parlamentare federale è enorme, altrettanto, perciò, la sua colpa quando questi commette un crimine».

Come spiega Claudio Couto, scienziato politico di una prestigiosa università brasiliana, al The Guardian, «l’assenza di Lula apre un buco nella scena politica, crea un enorme vuoto di potere a sinistra. Con questo siamo entrati in una situazione di estrema tensione politica, che supera perfino il caos che abbiamo vissuto nell’ultimo anno». Infatti, Lula continua a godere di un buon appoggio popolare, nonostante i vari processi che sta affrontando. Era tra i candidati favoriti per le elezioni del 2018, ma l’ineggibilità, se sarà confermata in appello, gli impedirà di partecipare. Secondo gli ambienti della sinistra brasiliana, si tratta di una sentenza politica, volta a escludere una figura ingombrante come quella di Lula, tanto più che alcuni vedono proprio nel giudice Moro uno dei suoi possibili concorrenti.

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