5 luglio – Mohammed bin Abdulrahman

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foto via Aljazeera.com (AFP)

«Leggendo tra le righe, i paesi che hanno imposto il blocco ci hanno chiesto di rinunciare alla nostra sovranità come prezzo per la fine delle pressioni. È qualcosa che sanno che il Qatar non farà mai»

Mohammed bin Abdulrahman

Il ministro degli Esteri del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha accusato i paesi del Golfo di avere imposto al Qatar un blocco commerciale per minare la sua indipendenza come Stato, e ha annunciato che il paese farà «tutto ciò che è necessario» per proteggere i suoi cittadini.

Parlando dalla sede di Londra di Chatham House, uno dei più influenti think tank al mondo, Mohammed bin Abdulrahman ha detto che l’Arabia Saudita e i suoi alleati mediorientali hanno chiesto al Qatar «di rinunciare alla […] sovranità come prezzo per la fine delle pressioni».

Lo scorso 5 giugno, alcuni paesi arabi a maggioranza sunnita, tra cui l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e l’Egitto (a cui si aggiunge il Bahrein, che è a maggioranza sciita ma governato da una monarchia sunnita), hanno interrotto le relazioni politiche ed economiche col Qatar, accusandolo di sostenere organizzazioni terroristiche. Come spiega il Post, sembra però che la vera ragione per cui questi paesi si sono alleati contro il Qatar sia il dissenso nei confronti della politica estera del paese, il quale sosterrebbe alcuni movimenti che minacciano la stabilità dei regimi e delle monarchie sunnite e avrebbe intrattenuto rapporti amichevoli con l’Iran, paese nemico del fronte guidato dall’Arabia Saudita.

Il 22 giugno è stato presentato al Qatar un elenco di tredici richieste, tra cui la fine del sostegno al movimento dei Fratelli Musulmani e la chiusura dell’emittente al-Jazeera. Lunedì scorso, Mohammed bin Abdulrahman ha fatto sapere che il paese non accetterà nessuna delle richieste, messaggio che il ministro ha ribadito anche oggi a Londra, sostenendo che «al Qatar è stato chiesto di limitare la libera espressione, di consegnare le persone alla tortura, di ridurre i suoi mezzi di difesa, di andare contro le leggi internazionali, di affidare la propria politica estera a Riyad e Abu Dhabi [rispettivamente le capitali di Arabia Saudita ed Emirati Arabi]».

Il ministro ha spiegato inoltre che il Qatar si sta preparando per un lungo conflitto: «Quello che abbiamo fatto nelle ultime settimane è stato sviluppare diversi modi alternativi per assicurarci che la rete di sostentamento del paese non venga interrotta».

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