3 luglio – Emmanuel Macron

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foto via Theguardian.com (Reuters)

«Troppi dei miei predecessori sono stati criticati per un difetto di pedagogia, per non aver mostrato il senso e l’obiettivo dei nostri mandati. Si sono prese troppe iniziative mentre il Parlamento non era informato; perciò io non voglio continuare con questo metodo»

Emmanuel Macron

Quest’oggi, il presidente francese Emmanuel Macron ha riunito i deputati e i senatori a Versailles e ha pronunciato un discorso sul programma politico che intende svolgere nel suo mandato. Il diritto di riunire i parlamentari in congresso è stato sancito nel 2008 dalla riforma costituzionale voluta da Sarkozy. Sia quest’ultimo sia Hollande ne hanno fatto uso ma entrambi già nel pieno dei loro mandati e non, come Macron, a due mesi dall’insediamento.

Questo è stato uno dei motivi di critica nei confronti del presidente, ma non è il solo. Il tempismo di Macron è sembrato sospetto, dato che ha tenuto il suo discorso a meno di ventiquatt’ore da quello che Éduard Philippe, il suo primo ministro, terrà doman per insediarsi in Parlamento. Jean-Luc Mélenchon, capo della sinistra francese, ha criticato la veste «bonapartista” e «l’europeismo belante» di Macron e, assieme ad altri parlamentari, ha boicottato l’evento. Il New York Times titola “Macron ha detto ai francesi di stare zitti” e commenta che, a dispetto dello sfarzo di Versailles, il presidente è stato molto netto e deciso. Le Monde, invece, intravede nel discorso di Macron «lo spettro dell’onnipresidente».

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foto via Theguardian.com (Reuters)

Tuttavia, il discorso di Macron è stato «un inventiario piuttosto vago, senza l’annuncio a sorpresa, ma che conferma soprattutto un prossimo stravolgimento parlamentare», recita lo stesso Le Monde. La prima proposta concreta, già presentata in campagna elettorale, è “la riduzione di un terzo del numero dei membri dell’Assemblea nazionale e del Senato”. Secondo Macron, infatti, “un Parlamento meno numeroso, ma rinforzato nei suoi mezzi, è un Parlamento nel quale il lavoro diviene più fluido, nel quale i parlamentari possono circondarsi di collaboratori meglio preparati e più numerosi. È un Parlamento che lavora meglio”. Inoltre, Macron vuole introdurre “una dose di proporzionale” per l’elezione del Parlamento, “perché tutte le sensibilità vi siano giustamente rappresentate”. Quindi, ha affermato di voler porre un freno alla “proliferazione legislativa”, perché il numero di leggi prodotte dall’Assemblea e dal Senato diminuisca. Due altri organi di governo saranno rivisti: anzitutto, il Consiglio economico sociale e ambientale, che sarà riformato perché sia “il grande organo consultativo che manca oggigiorno allo Stato”; verrà abolita, invece, la Corte di giustizia della Repubblica, che è una corte straordinaria che giudica i crimini commessi dai rappresentati del governo.

Macron ha annunciato, inoltre, la sospensione dello stato d’emergenza in autunno, indetto nel novembre 2015 a seguito degli attentati: “[saranno rese] ai francesi le loro libertà, che sono le condizioni per l’esistenza di una democrazia forte”.

Per quel che riguarda l’Europa, Macron ha definito la Brexit “un sintomo di un fallimento” e ha spiegato che, sebbene creda fermamente nell’Europa, “lo scetticismo non è ingiustificato”. Infatti, “la struttura dell’Europa si è indebolita per l’aumento della burocrazia e la diffusione dello scetticismo che ne deriva”.

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