29 giugno – Dimitris Avramopoulos

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foto via Lapresse.it

«L’Italia potrebbe essere costretta a bloccare i porti alle navi delle Ong per ragioni di sicurezza nazionale»

Dimitris Avramopoulos

I Paesi europei membri del G20 si sono riuniti in questi giorni a Berlino, con lo scopo di prepararsi per l’imminente vertice di Amburgo del 7 e 8 luglio. Tra i temi principali sul tavolo delle discussioni, oltre alla questione del clima e del crescente protezionismo economico degli Stati Uniti, c’è sicuramente la questione migratoria.

L’Italia, per via della sua posizione geografica, ricopre un ruolo di primissimo piano. La gestione dell’emergenza migratoria si sta rivelando un compito troppo gravoso da sostenere senza l’ausilio degli altri partner europei. I porti siciliani sono ormai allo stremo e, solo nella giornata di oggi, circa 2.500 persone sono sbarcate in Calabria e altre 1.200 in Campania.

Davanti agli altri leader europei, il Primo Ministro italiano, Paolo Gentiloni, ha sollevato per primo la questione migratoria, nella speranza che nel vertice dei ministri europei a Tallin si possa giungere a una svolta in chiave comunitaria. «Ho utilizzato anche questa occasione per rappresentare ai colleghi europei l’estrema preoccupazione per il rischio dell’accentuarsi dei flussi migratori negli ultimi giorni» ha detto Gentiloni, che ha poi aggiunto «l’Italia non si è mai sottratta ai propri impegni per soccorso in mare e accoglienza umanitaria e non intende farlo ma chiede di discutere del ruolo delle ong, della missione di Frontex, delle risorse a disposizione per lavorare in Libia e negli altri Paesi africani, della possibilità di allargare i nostri programmi».

«Siamo di fronte a numeri crescenti che alla lunga potrebbero mettere a dura prova il nostro sistema di accoglienza. Abbiamo internazionalizzato le operazioni di salvataggio ma l’accoglienza resta di un Paese solo. Questo mette il nostro Paese sotto pressione ma noi abbiamo un aspetto umanitario, di rispetto delle leggi e lo confermeremo. Non violiamo le regole o vogliamo rinunciare a un atteggiamento umanitario: siamo sotto pressione e chiediamo il contributo concreto degli europei», ha proseguito il Presidente del Consiglio.

Durante la conferenza stampa, ha parlato di eroismo di Italia e Grecia nella gestione dei flussi migratori il Commissario Europeo Jean-Claude Juncker: «Da molto tempo come Commissione siamo convinti che non possiamo abbandonare né l’Italia né la Grecia. Insieme dobbiamo compiere sforzi per sostenere queste due nazioni che sono eroiche».

Puntuale la risposta del cancelliere tedesco Angela Merkel: «Aiuteremo l’italia, ci sta a cuore. Ma dobbiamo lavorare per una soluzione politica in Libia, non possiamo accettare che in quel Paese regni l’illegalità». Il presidente francese Emmanuel Macron, invece, ha tenuto a fare un distinguo tra i rifugiati e i migranti economici: «Noi sosteniamo l’Italia e la Francia deve fare la sua parte sull’asilo di persone che vogliono rifugio. Poi c’è il problema di rifugiati economici, e questo non è un tema nuovo: l’80% dei migranti che arrivano in Italia sono migranti economici. Non dobbiamo confondere».

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Il Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni e il Cancelliere tedesco Angela Merkel (foto via Ilmessaggero.it)

Infine, il Commissario Ue agli Affari Interni, il greco Dimitris Avramopoulos, ha aperto alla possibilità per l’Italia di chiudere i porti alle navi di Ong straniere. «L’Italia potrebbe essere costretta a bloccare i porti alle navi delle Ong per ragioni di sicurezza nazionale» ha detto Avramopoulos, riconoscendo che «la situazione dell’Italia è insostenibile. Non si può lasciare una manciata di Paesi a gestire l’emergenza».

«Sono in contatto permanente con il governo italiano, oggi e domani ci sentiremo ancora» ha detto il commissario a margine della presentazione delle prospettive migratorie Ocse, «la cosa più importante è che l’Unione europea non lasci l’Italia da sola, siamo al fianco dell’Italia, capiamo perfettamente la situazione sul terreno e sono sicuro che la risolveremo».

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