21 giugno – Theresa May

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«I soccorsi alle famiglie nelle prime ore [dopo l’incendio] non sono stati sufficienti […] È stata una mancanza dello Stato, a livello locale e nazionale, nell’aiutare le persone quando ne avevano più bisogno. Come primo ministro, chiedo perdono per questa mancanza e, come primo ministro, mi sono assunta la responsabilità di fare il possibile per sistemare le cose»

Theresa May

Theresa May, primo ministro del Regno Unito, si è scusata per l’inefficienza dimostrata dallo Stato nei primi soccorsi agli inquilini della Grenfell Tower, il palazzo di Londra bruciato in un incendio nella notte dello scorso 14 giugno.

May, durante un discorso al Parlamento (oggi è stato il giorno della Cerimonia di apertura del Parlamento del Regno Unito), ha detto che gli aiuti nelle prime ore dopo la tragedia «non sono stati sufficienti» e ha promesso che a coloro che hanno perso la propria abitazione nell’incendio sarà fornito più sostegno.

Il primo ministro ha inoltre aggiunto che ai sopravvissuti sarà versata una somma di denaro grazie a un fondo per le emergenze, e ha ribadito l’impegno del governo di fornire nuove abitazioni entro tre settimane.

Intanto la polizia ha dichiarato che le vittime dell’incendio sono 79 (tra questi molti sono dispersi, ma dichiarati morti).

Da giorni May e il governo vengono criticati per la cattiva gestione dei primi soccorsi e per la poca empatia dimostrata dal primo ministro nei confronti delle persone colpite dall’incendio. Numerosi manifestanti hanno dato vita a una serie di “giornate della rabbia”, manifestazioni di protesta con cortei per le strade della capitale inglese. L’ultima di queste manifestazioni si è tenuta oggi: 500 persone hanno marciato dalla zona ovest di Londra fino a Downing Street, dove risiede la premier May.

3600
Alcuni partecipanti alla manifestazione di oggi (foto via Theguardian.com / Teri Pengilley)

I manifestanti hanno chiesto che agli ex inquilini della Grenfell Tower vengano assegnate nuove case nello stesso quartiere e che vengano concesse la piena amnistia e la residenza inglese permanente agli sfollati stranieri che non dispongono dei documenti di immigrazione.

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