18 giugno – Kent Walker

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foto via Dailyonline.it

«Il terrorismo è un attacco alle società aperte, e affrontare la minaccia posta dalla violenza e dall’odio è una sfida fondamentale per tutti noi. Google e YouTube si impegnano ad essere parte della soluzione. Stiamo lavorando con il governo, le forze dell’ordine e le associazioni della società civile per contrastare il problema dell’estremismo violento online. Sui nostri servizi non dovrebbe esserci spazio per contenuti legati al terrorismo. Sebbene noi e altri abbiamo lavorato per anni per identificare e rimuovere i contenuti che violano le nostre politiche, la scomoda verità è che noi, come azienda, dobbiamo riconoscere che serve fare di più, adesso»

Kent Walker

Google ha introdotto delle nuove misure per contrastare la diffusione online di materiale che sponsorizza il terrorismo. Ne ha parlato Kent Walker, vicepresidente e direttore degli affari legali dell’azienda, in un post pubblicato sul Financial Times

«Il terrorismo è un attacco alle società aperte, e affrontare la minaccia posta dalla violenza e dall’odio è una sfida fondamentale per tutti noi» ha scritto Walker, «Google e YouTube [società acquistata da Google nel 2006, ndr] si impegnano ad essere parte della soluzione».

Walker ha spiegato che Google ha sviluppato una tecnologia in grado di prevenire nuovi upload di materiale terroristico già noto, grazie a tecniche di riconoscimento delle immagini. Inoltre l’azienda aumenterà il numero di esperti impiegati in Trusted Flagger, il sistema che consente di segnalare contenuti sospetti caricati su YouTube, e amplierà la propria collaborazione con gruppi antiterrorismo per migliorare il monitoraggio di materiale che potrebbe essere usato per radicalizzare le persone. In particolare, verrà presa una posizione più dura verso quei video che contengono messaggi istigatori di tipo religioso o razziale.

«Nell’insieme, questi cambiamenti faranno la differenza» ha concluso Walker. «E continueremo a lavorare sul problema finché non ristabiliremo l’equilibrio. Ci impegniamo a fare la nostra parte».

Giovedì scorso anche Facebook, altro colosso del web, ha spiegato quali sistemi sta adottando per contrastare la diffusione dei contenuti delle organizzazioni terroristiche sul proprio social network. In un lungo post, i responsabili dell’azienda hanno descritto nel dettaglio in che modo Facebook cerca di coniugare intelligenza artificiale e competenze umane per identificare i profili dei terroristi e i contenuti di propaganda.

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