17 giugno – Jeremy Corbyn

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foto via Indipendent.co.uk

«L’indagine dev’essere capace di considerare tutti i passaggi che hanno (o che non hanno) portato e contribuito a questo terribile incidente. Deve anche indicare le misure più urgenti da prendere in merito ai criteri di sicurezza per altri edifici [del genere della Grenfell Tower]…  Sebbene creda che le politiche e le priorità del suo governo nei settori degli alloggi sociali e della sicurezza pubblica attirino legittimamente le mie critiche, spero che entrambi condividiamo la stessa determinazione determinazione a scoprire la verità che ha portato a questa tragedia, per scongiurare che si possa ripetere»

Jeremy Corbyn

Questa mattina, Jeremy Corbyn, leader del partito laburista inglese, ha pubblicato una lettera aperta indirizzata a Theresa May, in merito alla decisione di indire un’indagine pubblica indipendente sull’incendio della Grenfell Tower. Sulla questione, infatti, c’è incertezza, poiché sembra che potrebbero occorrere anni prima che le inchieste vengano rese pubbliche. Intanto, la polizia ha dichiarato che il numero delle vittime è salito a trenta e che cinquantotto sono le persone disperse e presumibilmente morte.

Certo è che la tragedia della Grenfell Tower stia mostrando alcune fragilità della premier. May è stata duramente contestata sia a Dowing Street sia sui giornali, per la gestione dell’emergenza e per la scarsa empatia dimostrata, ad esempio nell’intervista televisiva alla BBC. Anche su questo ha insistito Corbyn nella sua lettera. Ha chiesto «un atteggiamento di generosità e compassione» da parte del governo, perché le famiglie delle vittime straniere possano assistere ai funerali. Il segretario del Labour ha fatto presente che i 5 milioni di sterline stanziati dal governo non saranno sufficienti per garantire «l’adeguato e locale reinserimento» delle persone colpite dall’incendio. A tal proposito, ha richiamato May a ribadire «l’ordine imperativo» che agli sfollati vengano garantite abitazioni nella stessa area, impegno che le contee di Kengsinton e Chelsea non sembrano voler rispettare.

La premier stessa, in effetti, ha ammesso che il supporto alle vittime «non è stato sufficiente».

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