14 giugno – Guy Verhofstadt

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European Union's chief Brexit negotiator Verhofstadt addresses the European Parliament during a debate on Brexit priorities in Strasbourg
foto via News.sky.com

«So che ieri il nuovo presidente francese Emmanuel Macron ha parlato di una porta aperta: ha detto che se la Gran Bretagna dovesse cambiare idea [su Brexit], troverebbe una porta aperta. Sono d’accordo con lui. Ma, come in Alice nel Paese delle Meraviglie, non tutte le porte sono uguali: sarebbe una porta del tutto nuova, per un’Europa nuova, un’Europa senza rimborsi, senza complessità, con poteri reali e con unità. Questa è la porta verso l’Europa»

Guy Verhofstadt

Il coordinatore del Parlamento europeo per Brexit, Guy Verhofstadt, ha detto che la Gran Bretagna è libera di cambiare opinione e di scegliere di rimanere nell’Unione europea, ma a patto che rinunci ai suoi privilegi, tra cui il sistema del cosiddetto “rimborso britannico”.

Verhofstadt, che è anche presidente del gruppo Alde (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa), ha parlato mercoledì mattina nel corso di un dibattito al Parlamento europeo, iniziando il suo intervento con un commento sull’esito delle recenti elezioni politiche nel Regno Unito. «Le elezioni inglesi hanno portato ad almeno un risultato positivo: la scomparsa dello Ukip, e di tutti coloro che non vogliono solo la Gran Bretagna fuori dall’Europa, ma anche la distruzione dell’Unione europea» ha detto Verhofstadt.

Il politico belga ha quindi sottolineato l’urgenza di iniziare le trattative su Brexit al più presto, ora che la questione delle elezioni inglesi è stata archiviata. «La questione più importante è: adesso possiamo iniziare i negoziati su Brexit? Sono passati tre anni dall’inizio dei dibattiti, un anno dall’esito del referendum, tre mesi dalla notifica ufficiale [dell’avvio delle procedure per Brexit], e ancora non siamo nella condizione di iniziare i negoziati, perché al momento non c’è, in alcun modo, una posizione chiara da parte del governo inglese».

«Sempre che un governo inglese ci sia» ha aggiunto Verhofstadt «perché ogni giorno leggo che è stato trovato un accordo di governo, e poi sei ore dopo l’accordo sparisce».

Poco dopo, riferendosi alle dichiarazioni di ieri del presidente francese Emmanuel Macron, che aveva affermato che la porta dell’Unione europea sarebbe rimasta aperta per il Regno Unito per tutta la durata dei negoziati su Brexit, Verhofstadt si è detto d’accordo nel ritenere la Gran Bretagna libera di cambiare idea, specificando però che una sua eventuale decisione di rimanere nella Ue avverrebbe al prezzo di abbandonare i privilegi di cui la Gran Bretagna avrebbe goduto finora nei confronti dell’Europa.

Verhofstadt ha accennato a «un’Europa senza rimborsi, senza complessità», con chiaro riferimento al cosiddetto “rimborso britannico”, cioè a quel sistema di rimborso, negoziato da Margaret Thatcher negli anni ’80, mediante il quale al Regno Unito vengono restituiti all’incirca i due terzi dei fondi che versa all’Unione europea.

«Per me la cosa più importante è una riforma della nostra Unione» ha concluso Verhofstadt. «Questa riforma non deve impaludarsi a causa delle trattative su Brexit. Le trattative su Brexit al momento sembrano la processione di Echternach: due passi avanti e uno indietro. […] Ora in Francia abbiamo un nuovo presidente che è pro Europa, avremo le elezioni tedesche. È il momento di procedere! Diciamo sempre: “non sprechiamo una buona crisi”, beh io dico anche: “non sprechiamo un buon giro di elezioni”».

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