12 giugno – Thierry Mandon

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foto via Uisine-digitale.fr

«Siamo a terra, senza un capo, scissi. È davvero difficile affrontare una sera del primo turno così violenta. È evidente che la riscrittura e la reinvenzione di un partito socialista è il primo obiettivo che ci si presenterà nei prossimi giorni»

Thierry Mandon

Intervistato dalla radio RTL France, Thierry Mandon, politico francese membro del Partito Socialista, ha commentato l’esito del voto di ieri in Francia.

«Siamo a terra, senza un capo, scissi» ha riconosciuto Mandon, che è stato ministro dell’Istruzione dal giugno 2015 al maggio 2017.

Domenica si è tenuto infatti il primo turno delle elezioni per rinnovare i membri dell’Assemblea Nazionale francese (la camera che vota la fiducia al governo), e i risultati delle votazioni rappresentano una sconfitta pesantissima per i Socialisti: il partito dell’ex presidente François Hollande ha raccolto solo il 9,5 per cento dei voti complessivi. Domenica prossima si terranno i ballottaggi (in Francia vige un sistema elettorale maggioritario a doppio turno) e, secondo le proiezioni, il Partito Socialista potrà conquistare al massimo 18 seggi sui 577 a disposizione. Un risultato deludente, soprattutto se rapportato al fatto che, nella precedente legislatura, i Socialisti potevano contare ben 288 deputati nell’Assemblea.

Tra coloro che hanno perso il proprio seggio vi è anche l’ex candidato del partito alle presidenziali, Benoît Hamon, che è arrivato terzo nel suo collegio e non potrà accedere al secondo turno.

«Siamo vittime di un mostro che abbiamo creato noi stessi» ha commentato Mandon. «Dobbiamo passare le chiavi a una nuova generazione».

L’ex ministro ha quindi continuato: «Dobbiamo iniziare a fermarci, a riflettere insieme, e soprattutto non dobbiamo ricominciare con strategie individuali per distinguersi, [dimostrare di] esserci, ricostruire attorno a se stessi. Il nuovo Partito Socialista avrà bisogno prima di tutto di un collettivo, del gusto di lavorare insieme. […] Bisogna fermare questa sindrome iper-presidenzialista che si è impossessata del Partito Socialista che fa sì che ogni persona con un po’ di carisma si veda come il prossimo presidente della Repubblica».

Il vero vincitore del voto di domenica è stato La République En Marche!, il soggetto politico, fondato solo un anno fa, che sostiene l’attuale presidente francese Emmanuel Macron. En Marche!, si è aggiudicato il 32 per cento dei voti e, secondo le proiezioni, dopo i ballottaggi otterrà tra i 400 e i 445 seggi, un risultato che consentirebbe al partito di Macron di disporre di un’ampissima maggioranza nell’Assemblea.

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