10 giugno – papa Francesco

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foto via Corriere.it (Reuters)

“Guardo all’Italia con speranza. Una speranza che è radicata nella memoria grata verso i padri e i nonni, che sono anche i miei, perché le mie radici sono in questo Paese. Memoria grata verso le generazioni che ci hanno preceduto e che, con l’aiuto di Dio, hanno portato avanti i valori fondamentali: la dignità della persona, la famiglia, il lavoro… E questi valori li hanno posti anche al centro della Costituzione repubblicana, che ha offerto e offre uno stabile quadro di riferimento per la vita democratica del popolo. Una speranza, dunque, fondata sulla memoria, una memoria grata”

papa Francesco

Per la seconda volta, da quando è diventato Pontefice, Papa Francesco si è recato oggi in visita al Quirinale. Una visita di “restituzione”, secondo quanto previsto dal protocollo, a quella che fece a sua volta il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Vaticano il 18 giugno 2015. I due hanno tenuto un colloquio privato per circa 20-30 minuti, poi si sono recati al Salone dei Corazzieri, dove hanno tenuto il loro discorso. Disoccupazione, denatalità, migranti, terrorismo e terremoto sono i temi principali che hanno toccato.

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La stretta di mano tra Papa Francesco e il Presidente Sergio Mattarella (foto via Lastampa.it/LaPresse)

Papa Francesco ha esordito ribadendo il suo profondo legame con l’Italia, un Paese a cui lui, nonostante le mille difficoltà, guarda con speranza: «Guardo all’Italia con speranza. Una speranza che è radicata nella memoria grata verso i padri e i nonni, che sono anche i miei, perché le mie radici sono in questo Paese».

«Viviamo tuttavia un tempo nel quale l’Italia e l’insieme dell’Europa sono chiamate a confrontarsi con problemi e rischi di varia natura, quali il terrorismo internazionale, che trova alimento nel fondamentalismo; il fenomeno migratorio, accresciuto dalle guerre e dai gravi e persistenti squilibri sociali ed economici di molte aree del mondo; e la difficoltà delle giovani generazioni di accedere a un lavoro stabile e dignitoso, ciò che contribuisce ad aumentare la sfiducia nel futuro e non favorisce la nascita di nuove famiglie e di figli» ha detto il Pontefice, ricordando quali sono le grandi sfide che il Paese deve affrontare.

«Mi rallegra però rilevare che l’Italia, mediante l’operosa generosità dei suoi cittadini e l’impegno delle sue istituzioni e facendo appello alle sue abbondanti risorse spirituali, si adopera per trasformare queste sfide in occasioni di crescita e in nuove opportunità» ha poi aggiunto il Papa, introducendo il tema scottante dell’acoglienza dei migranti: «Ne sono prova, tra l’altro, l’accoglienza ai numerosi profughi che sbarcano sulle sue coste, l’opera di primo soccorso garantita dalle sue navi nel Mediterraneo e l’impegno di schiere di volontari, tra i quali si distinguono associazioni ed enti ecclesiali e la capillare rete delle parrocchie. Ne è prova anche l’oneroso impegno dell’Italia in ambito internazionale a favore della pace, del mantenimento della sicurezza e della cooperazione tra gli Stati».

Sempre riguardo al tema dei migranti, il Pontefice ha però chiamato in causa anche gli altri Paesi europei, invitando alla cooperazione internazionale: «Per quanto riguarda il vasto e complesso fenomeno migratorio, è chiaro che poche Nazioni non possono farsene carico interamente, assicurando un’ordinata integrazione dei nuovi arrivati nel proprio tessuto sociale. Per tale ragione, è indispensabile e urgente che si sviluppi un’ampia e incisiva cooperazione internazionale».

Un altro argomento fondamentale di cui ha parlato Papa Francesco è il lavoro: «Tra le questioni che oggi maggiormente interpellano chi ha a cuore il bene comune, e in modo particolare i pubblici poteri, gli imprenditori e i sindacati dei lavoratori, vi è quella del lavoro […] Ribadisco l’appello a generare e accompagnare processi che diano luogo a nuove opportunità di lavoro dignitoso. Il disagio giovanile, le sacche di povertà, la difficoltà che i giovani incontrano nel formare una famiglia e nel mettere al mondo figli trovano un denominatore comune nell’insufficienza dell’offerta di lavoro, a volte talmente precario o poco retribuito da non consentire una seria progettualità».

Nel discorso di Bergoglio si evince come il tema del lavoro sia strettamente legato anche al tema della famiglia e della natalità: «Il lavoro stabile, insieme a una politica fattivamente impegnata in favore della famiglia, primo e principale luogo in cui si forma la persona-in-relazione, sono le condizioni dell’autentico sviluppo sostenibile e di una crescita armoniosa della società. Sono due pilastri che danno sostegno alla casa comune e che la irrobustiscono per affrontare il futuro con spirito non rassegnato e timoroso, ma creativo e fiducioso. Le nuove generazioni hanno il diritto di poter camminare verso mete importanti e alla portata del loro destino, in modo che, spinti da nobili ideali, trovino la forza e il coraggio di compiere a loro volta i sacrifici necessari per giungere al traguardo, per costruire un avvenire degno dell’uomo, nelle relazioni, nel lavoro, nella famiglia e nella società.»

Affinché, però, si sviluppi una vera democrazia a misura d’uomo e di cittadino, per Papa Francesco è necessario che le istituzioni tornino ad avvicinarsi ai cittadini: «Da tutti coloro che hanno responsabilità in campo politico e amministrativo ci si attende un paziente e umile lavoro per il bene comune, che cerchi di rafforzare i legami tra la gente e le istituzioni, perché da questa tenace tessitura e da questo impegno corale si sviluppa la vera democrazia e si avviano a soluzione questioni che, a causa della loro complessità, nessuno può pretendere di risolvere da solo».

Dal canto suo, Mattarella ha ribadito gli sforzi importanti per assicurare lavoro e dignità a tutti i cittadini: «L’occupazione, e la dignità, che ad essa è intrinsecamente legata, deve costituire il centro dell’esercizio delle responsabilità di istituzioni e forze sociali, così da prevenire e curare fenomeni di emarginazione, povertà, solitudine e degrado». «I giovani- ha poi aggiunto il Presidente della Repubblica– ci interpellano e ci richiamano alla responsabilità di elaborare politiche di crescita al passo con i tempi».

Mattarella ha poi rivolto al Papa l’invito di impegnarsi sul clima, tema anch’esso molto caro al Pontefice: «Non abdichiamo all’accordo di Parigi». Infine, il Capo dello Stato ha ringraziato Francesco per la costante presenza della Chiesa al fianco delle istituzioni italiane: «Una presenza, quella della Chiesa cattolica, che risalta nei momenti più difficili della nostra vita nazionale».

Prima di congedarsi, Papa Francesco ha accompagnato il Presidente Mattarella nei Giardini del Quirinale per incontrare i piccoli terremotati di Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo, accompagnati dal Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. «Grazie tante di essere qui, grazie per il vostro canto e per il vostro coraggio. Andate avanti con coraggio, sempre su, sempre su» ha detto il Pontefice, in risposta ai canti di gioia e ai tanti doni ricevuti.

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Papa Francesco incontra i bambini terremotati assieme al Presidente Mattarella e al Ministro dell’Istruzione Fedeli (foto via Lastampa.it/LaPresse)

2 comments

  1. L’articolo, come sempre, è splendido per la ricchezza di informazioni.
    Mi chiedo solo una cosa: “Siamo sicuri che questo governo pensi ai giovani?”
    Io, ai miei figli, con laurea e specializzazioni, sono costretta a dir loro di andare all’estero.
    A volte, rivedo la canzone di Mina: “Parole, parole….soltanto parole..”
    Un caro saluto
    Adriana Pitacco

    1. In generale, anche uscendo dall’ambito della politica, credo che non esistano più visioni a lungo termine. SI ragiona sempre sull’oggi e sull’immediato, mai nel lungo periodo e, infatti, iniziamo già a vedere gli effetti nefasti di tutto ciò.
      La cosa peggiore, però, è il conflitto intergenerazionale, credere che i giovani stiano male per colpa dei “vecchi” è inesatto e inaccttabile. Se ne esce solo col contributo di tutti, nessuno escluso.

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