4 giugno – Theresa May

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foto via Theguardian.uk

«Nella misura in cui la natura della minaccia che affrontiamo diventa più complessa, frammentata e nascosta, specialmente online, la strategia [anti-terrorismo] deve star al passo. Alla luce di ciò che stiamo imparando sulla mutevole strategia [dei terroristi], dobbiamo rivedere la strategia anti-terroristica britannica, per essere certi che la polizia e i servizi di sicurezza abbiano tutti i poteri di cui hanno bisogno… Da quando è emersa la minaccia del terrorismo di matrice islamica, il nostro paese ha fatto significativi progressi nell’interruzione delle trame e nella protezione della gente, ma è tempo di dire che troppo è troppo. Tutti hanno bisogno di vivere le loro vite come farebbero normalmente. La nostra comunità continuerà a funzionare secondo i nostri valori ma per quel che riguarda la lotta all’estremismo e al terrorismo le cose han bisogno di essere cambiate»

Theresa May

A seguito dell’attacco terroristico (recentemente rivendicato dall’Isis) verificatosi ieri sera a Londra, questa mattina la premier inglese Theresa May ha tenuto una conferenza stampa. Al fondo dell’articolo proponiamo una nostra traduzione integrale del suo discorso, per il quale è stata criticata.

La premier, anzitutto, ha confermato la dinamica dell’attentato: gli assalitori erano tre, indossavano falsi giubbotti esplosivi e dopo aver lanciato il furgone sulla folla lungo London Bridge si sono recati a Borough Market dove i tre sono scesi e hanno assalito i passanti con coltelli. La polizia è intervenuta e ha aperto il fuoco contro i terroristi, uccidendoli tutti.

May ha proseguito affermando con risolutezza: «Noi non possiamo e non dobbiamo far finta che la situazione possa andare avanti così come sta e le cose hanno bisogno di essere cambiate». Ha ripetuto la frase anche alla fine del suo discorso. Quindi, ha enunciato le quattro maniere con cui intende dettare la nuova linea anti-terrorismo.

Bisogna anzitutto «far capire che i nostri pluralisti valori britannici sono superiori a qualsiasi cosa che possano offrire i predicatori e i sostenitori dell’odio». Quindi, passando  a due proposte più concrete, May ha chiesto la collaborazione con gli altri governi democratici per un accordo sul cyberspazio per difendersi anche sul fronte virtuale. Infatti, ha indicato internet come uno dei «luoghi sicuri» in cui il terrorismo pianifica i propri attacchi. Gli altri “luoghi sicuri” sono, invece, l’Iraq e la Siria, dove l’Isis si è stabilita. Qui serve l’intervento militare, ha detto, ma ha aggiunto che servono nuove azioni anche all’interno del Regno Unito, dove «c’è stata fin troppa tolleranza». Si renderanno necessari «impegnativi e imbarazzanti dialoghi» tra le comunità della società, che però devono unirsi e non rimanere «separate e segregate». In più, saranno dati alla polizia e ai servizi di sicurezza più poteri perché possano sorvegliare meglio; tra questi poteri, anche pene detentive più lunghe per i reati legati al terrorismo. Il quarto e ultimo punto è stata la spiegazione che la nuova strategia anti-terrorismo si rende necessaria in quanto la stessa minacci terroristica «è diventata più complessa, articolata e nascosta, specialmente online».

La premier, infine, ha annunciato che le elezioni legislative si terranno com’era stato stabilito, giovedì prossimo, perché «la violenza non potrà mai interrompere il processo democratico».

«Ieri sera il nostro paese è stato un’altra volta vittima di un brutale attacco terroristico. Ho appena concluso un incontro con il comitato di emergenza del governo e voglio darvi le ultime informazioni a disposizione sull’attentato. Poco prima delle 22 e 10 di ieri sera, la polizia metropolitana ha ricevuto una chiamata di emergenza che riferiva che un furgone aveva investito passanti a London Bridge e da London Bridge si è diretto a Borough Market, dove tre terroristi hanno lasciato furgone e hanno attaccato, con lame e coltelli, civili innocenti e disarmati. Tutti e tre indossavano quelli che sembravano giubbotti esplosivi, ma la polizia ha stabilito che i vestiti erano falsi ed erano indossati solo per seminare panico e paura.

Come spesso è capitato in simili serie circostanze, la polizia ha risposto con grande coraggio e grande velocità. Poliziotti armati della polizia metropolitana e della polizia di Londra sono giunti sul posto in pochi momenti e hanno sparato e ucciso i tre sospetti. I tre terroristi sono stati affrontati e colpiti da poliziotti armati, entro otto minuti da quando la polizia ha ricevuto la prima telefonata di emergenza. Sette persone sono morte nell’attacco, oltre ai tre sospettati uccisi dalla polizia. Quarantotto persone stanno ricevendo cure in vari spedali di Londra, molti sono in gravi condizioni.

Noi non possiamo e non dobbiamo far finta che la situazione possa andare avanti così come sta e le cose hanno bisogno di essere cambiate e devono cambiare in quattro importanti maniere. Anzitutto, sebbene l recenti attacchi non siano legati da una rete comune, sono legati in un importante sensi: sono frutto della stessa nefasta ideologia dell’estremismo islamico che predica odio, divisione e promuove il settarismo. È un’ideologia che afferma che i nostri valori occidentali di libertà, democrazia e diritti umani siano incompatibili con la religione islamica. È un’ideologia che è una perversione dell’Islam e una perversione della verità.

Sconfiggere questa ideologia è una delle grande sfide del nostro tempo ma non può essere debellata con il solo intervento militare. Non sarà sconfitta attraverso il mantenimento della costante operazione difensiva anti-terroristica, per quanto capaci siano chi la gestisce e i professionisti del settore. Sarà sconfitta solo quando allontaneremo la mente delle persone da questa violenza e faremo loro capire che i nostri valori, i nostri pluralisti valori britannici sono superiori a qualsiasi cosa che possano offrire i predicatori e i sostenitori dell’odio.

In secondo luogo, non possiamo permettere che questa ideologia abbia gli spazi sicuri di cui ha bisogno per riprodursi. Questo è precisamente ciò che offrono internet e le grandi compagnie che offrono servizi internet. Dobbiamo collaborare con i governi democratici alleati per raggiungere accordi internazionali che regolino lo cyberspazio, per prevenire la diffusione dei terroristi e la pianificazione di attentati terroristici, e dobbiamo fare tutto ciò che è possibile a casa per ridurre i rischi di estremismo online.

In terzo luogo, dobbiamo privare gli estremisti dei loro spazi sicuri online, ma non dobbiamo dimenticare degli spazi sicuri che continuano a esistere nel mondo reale. Sì, questo significa intraprendere azioni militari per distruggere l’Isis in Iraq e in Siria, ma significa anche adottare provvedimenti qui a casa. Anche se abbiamo fatto significativi progressi negli ultimi anni, bisogna essere franchi che c’è stata fin troppa tolleranza nel nostro paese per l’estremismo, quindi dobbiamo essere molto più risoluti a identificarlo e reprimerlo nel settore pubblico e nella società. Questo richiederà qualche impegnativi e spesso imbarazzanti dialoghi, ma l’intero nostro paese deve unirsi per affrontare l’estremismo e dobbiamo vivere le nostre vite non in una serie di separate, segregate comunità, ma come un vero, unito, regno.

In quarto luogo, la vigorosa strategia antiterrorismo che abbiamo adottato si è dimostrata proficua in tanti anni ma, nella misura in cui la natura della minaccia che affrontiamo diventa più complessa, frammentata e nascosta, specialmente online, la strategia deve star al passo. Alla luce di ciò che stiamo imparando sulla mutevole strategia [dei terroristi], noi dobbiamo rivedere la strategia anti-terroristica britannica, per essere certi che la polizia e i servizi di sicurezza abbiano tutti i poteri di cui hanno bisogno, e se abbiamo bisogno che la lunghezza delle pene detentive per reati legati al terrorismo, anche per reati apparentemente meno seri, questo sarà quello che faremo.

Da quando è emersa la minaccia del terrorismo di matrice islamica, il nostro paese ha fatto progressi significativi nell’interruzione delle trame e nella protezione della gente, ma è tempo di dire che troppo è troppo. Tutti hanno bisogno di vivere le loro vite come farebbero normalmente. La nostra comunità continuerà a funzionare secondo i nostri valori ma per quel che riguarda la lotta all’estremismo e al terrorismo le cose han bisogno di essere cambiate.

Come segno di rispetto i partiti politici hanno sospeso le nostre campagne politiche per quest’oggi ma la violenza non potrà mai interrompere il processo democratico e perciò domani le campagne saranno riprese appieno domani e le elezioni legislative si terranno, come previsto, giovedì.

Come un paese la nostra risposta quella che è stata sempre stata, quando ci siamo confrontati con la violenza, noi dobbiamo stare uniti, noi dobbiamo restare coesi e uniti affronteremo e sconfiggeremo i nostri nemici».

2 comments

  1. http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2017/06/05/qatar-4-paesi-golfo-tagliano-rapporti_e1f2bb70-546a-4042-9341-c11544a81553.html
    bisogna cominciare a fare azioni concrete come questa. Azioni che vadano aldilà degli interessi nazionali e soprattutto bisogna che i paesi islamici che sostengono di essere contro il terrorismo si schierino apertamente contro come ha fatto l’Egitto e la bistrattata Siria. Anche gli Iman che non fanno pubblico il loro sdegno andrebbero allontanati dalle nazioni che li ospitano. Non sono veri musulmani quelli che sostengono il terrorismo.

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