30 maggio – Michael Dubke

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foto via Nytimes.com

«Le ragioni delle mie dimissioni sono personali, ma è stato un grande onore servire il Presidente Trump e la sua amministrazione. È stato anche mio distinto piacere lavorare fianco a fianco, giorno dopo giorno con i  membri degli uffici di comunicazione e di stampa. Questa Casa Bianca è occupata da alcuni dei più intelligenti e laboriosi uomini e donne del governo americano»

Michael Dubke

Questa mattina è stata diffusa e confermata la notizia delle dimissioni di un altro dei collaboratori del presidente americano Donald Trump. Questa volta si tratta di Michael Dubke, il direttore delle comunicazioni. Il suo ruolo «dietro le quinte», scrive il Financial Times, era di allestire le strategie comunicative per gestire l’immagine della Casa Bianca in casi come quello di James B. Comey. A metà febbraio, Trump lo aveva scelto per aiutare il suo segretario stampa, Sean Spicer, che sino ad allora si occupava anche delle comunicazioni. Al suo posto potrebbero essere chiamati Corey Lewandosky, capo per un periodo della campagna presidenziale di Trump, o David Bossie, già vice-direttore della stessa.

Sembra che le dimissioni di Dubke siano l’inizio dell’atteso “scossone” di Trump alla Casa Bianca. Viene riferito, infatti, che l’incarico di Spicer stia vacillando e che potrebbe essere cambiata la politica comunicativa della presidenza. Soprattutto, poi, sembra che i più stretti collaboratori di Trump stiano organizzando un piano che porterebbe diversi cambiamenti all’interno della Casa Bianca, per gestire le presenti e future indagini sul presidente, in particolare sul suo rapporto con la Russia.

Ad ogni modo, Trump sembra aver evitato di consultare la sua squadra per le comunicazioni, quando questa mattina ha lanciato due tweet che hanno agitato l’intera giornata. Il primo tweet («I funzionari russi staranno ridendo degli Usa e che magra scusa le Fake News per la sconfitta dei Democratici alle elezioni») si riferisce al nuovo caso del rapporto tra Trump e la Russia: secondo un’inchiesta aperta dal Washington Post il genero di Trump, Jared Kushner, avrebbe cercato di creare un collegamento segreto tra l’entourage del presidente e la Russia. Il secondo tweet, invece, è rivolto alla Germania: «Abbiamo un ENORME deficit commerciale con la Germania, in più loro pagano MOLTO MENO di quanto dovrebbero alla NATO e ai militari. Molto male per gli USA. Questo cambierà». Come titola il The Guardian, «la tensione transatlantica ribolle», a conferma dei difficili rapporti che si erano manifestati nel corso del G7, a conclusione del quale proprio Angela Merkel, la cancelliera tedesca aveva invitato l’Europa a «prendere in mano il proprio destino» e non contare sugli Stati Uniti.

 

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