27 maggio – papa Francesco

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Papa Francesco Ilva
foto via IlsecoloXIX.it

“Il lavoro è amico dell’uomo e l’uomo è amico del lavoro, e per questo non è facile riconoscerlo come nemico, perché si presenta come una persona di casa, anche quando ci colpisce e ci ferisce. Gli uomini e le donne si nutrono del lavoro: con il lavoro sono «unti di dignità». Per questa ragione, attorno al lavoro si edifica l’intero patto sociale. Questo è il nocciolo del problema. Perché quando non si lavora, o si lavora male, si lavora poco o si lavora troppo, è la democrazia che entra in crisi, è tutto il patto sociale. È anche questo il senso dell’articolo 1 della Costituzione italiana, che è molto bello: «L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro». In base a questo possiamo dire che togliere il lavoro alla gente o sfruttare la gente con lavoro indegno o malpagato o come sia, è anticostituzionale”

Papa Francesco

Quest’oggi Papa Francesco si è recato in visita, per la prima volta, a Genova. Il primo incontro previsto per la giornata, alle 8,30 del mattino, è stato con “il mondo del lavoro”, allo stabilimento Ilva Cormigliano. Tremilacinquecento operai hanno ascoltato il suo discorso.

Papa Francesco ha definito il lavoro “una priorità umana”, citando il passo biblico in cui Dio comanda ad Abramo di lavorare e ricordando la figura di Gesù come lavoratore. Secondo la concezione cristiano-cattolica esposta dal papa, “il lavoro è travaglio, sono doglie per poter generare poi gioia per quello che si è generato insieme”.

Il papa ha distinto, quindi, tra l’imprenditore che conosce la fatica del lavoro, e lo “speculatore”, senza esperienza della “dignità del lavoro”. “La malattia dell’economia moderna” consiste proprio nel primato di chi specula, che, denuncia il pontefice, la stessa politica favorisce. Infatti, afferma, il sistema politico “crea burocrazia e controlli partendo dall’ipotesi che gli attori dell’economia siano speculatori”, ma “con lo speculatore, l’economia perde volto e perde i volti”.

Papa Francesco ha messo in luce anche la valenza ideologica e perversa della “meritocrazia”, che è “una legittimazione etica della diseguaglianza”. Ha spiegato infatti che, quando il talento viene considerato un merito e non un dono, si delinea un sistema di vantaggi e svantaggi, tale per cui alla diseguaglianza viene assegna una “veste morale”. Da ciò, ha avvertito il papa, consegue anche “il cambiamento della cultura della povertà: il povero è considerato un demeritevole e quindi un colpevole”.

Tra gli altri impegni della giornata odierna, il papa ha incontrato i bambini dell’ospedale pediatrico Giannina Gaslini e ha celebrato l’eucarestia nel piazzale Kennedy.

One comment

  1. Finalmente qualcuno che parla di lavoro, di quel diritto sancito anche dalla costituzione che sembra bandito da questa assurda società!
    Se ti può interessare mesi fa su questo argomento ho postato “La purezza del sogno della gioventù”
    Grazie per la ricchezza dei tuoi articoli
    Adriana

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