23 maggio – Theresa May

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foto via Metro.co.uk

“Queste sono le immagini che incarnano lo spirito di Manchester e lo spirito della Gran Bretagna, uno spirito che, pur attraverso anni di conflitto e di terrorismo, non si è mai spezzato e non si spezzerà mai”

Theresa May

Dal palco appositamente allestito fuori dal numero 11 di Downing Street, il Premier britannico Theresa May ha tenuto il suo discorso alla nazione, dopo l’attentato sanguinario di questa notte avvenuto a Manchester.

“I nostri pensieri e le nostre preghiere sono per le vittime, e per le famiglie e gli amici e per tutti coloro che sono in qualche modo coinvolti” ha detto il Premier May, “Questo è stato uno tra i peggiori incidenti terroristici mai avveuti nel Regno Unito. E nonostante non sia la prima volta che Manchester soffra in questo modo, è il peggiore attacco che la città abbia mai subito e il peggiore ad aver mai colpito l’Inghilterra del Nord”.

“Tutti gli atti di terrorismo sono degli attachi codardi contro persone innocenti, ma questo attacco risalta per la codardia tanto evidente quando nauseante; prendere di mira intenzionalmente dei bambini innocenti e indifesi e ragazzi giovani che avrebbero dovuto godersi una delle notti più memorabili della loro vita”; è stato il passaggio più toccante di tutto il discorso.

Alle ore 22.30 circa (23.30 ora italiana) un ordigno è esploso alla Manchester Arena, mentre stava per terminare il concerto della popstar americana Ariana Grande. La polizia è intervenuta quasi subito, avendo ricevuto decine di segnalazioni da parte di persone che si trovavano al concerto. Sul posto sono arrivate decine di mezzi di soccorso e tutta l’area dell’Arena, che comprende anche la stazione dei treni di Victoria, è stata chiusa al pubblico. Gli artificieri hanno esaminato la zona e fatto esplodere in modo controllato un oggetto sospetto, che si è però rivelato innocuo.

L’ordigno, che secondo quanto riportano alcuni media potrebbe trattarsi di una bomba con dentro anche dei chiodi, avrebbe ucciso 22 persone, ferendone altre 59. L’esplosione, secondo la ricostruzione del New York Times, sarebbe avvenuta nei pressi di una delle uscite del palazzetto. Più precisamente, nello spazio compreso tra l’Arena e l’adiacente Victoria Station. Anche il momento non sarebbe stato casuale: la fine del concerto, quando gli spettatori stavano cominciando lentamente a muoversi verso le uscite.

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Manchester Arena e Victoria Station (foto via Newyorktimes.com)

La Polizia di Manchester ha rilasciato una breve nota in cui comunica ufficialmente il numero delle vittime e dei feriti, rendendo noto che “stiamo considerando questo come un attacco terroristico e che crediamo, a questo punto, che l’attacco della scorsa notte fosse condotto da un uomo solo”.

Proprio riguardo alle indagini in corso, Theresa May ha ribadito quanto già affermato dalla polizia di Manchester: “La polizia e i servizi di sicurezza credono che l’attacco sia stato condotto da un uomo solo. Ma adesso devono verificare se stava agendo da solo o come membro di un gruppo più numeroso”. Aggiungendo, poi, che la polizia e i servizi di sicurezza “credono di conoscere l’identità dell’attentatore, ma a questo punto dell’indagine non possiamo ancora confermare il suo nome”.

Nel corso della giornata, la Great Manchester Police (GMP) ha fatto significativi passi avanti nelle indagini riguardanti l’attentato. Tramite il suo profilo Twitter, ha fatto sapere di aver arrestato un 23enne nella zona Sud di Manchester, nei pressi dell’Arndale Center, anche se le sue presunte connessioni con l’attacco sono ancora da dimostrare. Gli altri due fermi, invece, sono avvenuti a Whalley Range, nell’area metropolitana di Manchester, e Fallowfield, quartiere a circa 4 chilometri dal centro della città.

Poco fa, infine, sempre in una nota su Twitter, la polizia ha reso noto l’identikit dell’attentatore: il suo nome sarebbe Salman Abedi, di 22 anni, nato e cresciuto a Manchester, ma di probabili origini libiche.

https://twitter.com/gmpolice/status/867056194199990273/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw&ref_url=http%3A%2F%2Fwww.ilpost.it%2F2017%2F05%2F23%2Fstrage-manchester-notizie%2F

Lo Stato Islamico (Is) aveva rivendicato l’attentato, prima che fosse rivelato il nome di Abedi. L’agenzia di stampa fiancheggiatrice Amaq aveva pubblicato un comunicato, ripreso poi da Site, in cui si legge: “Uno dei soldati del Califfato è riuscito a posizionare ordigni esplosivi in mezzo a un raduno di crociati nella città britannica di Manchester, dove è avvenuta l’esplosione nell’edificio Arena. Per chi venera la Croce e i loro alleati il peggio deve ancora venire. Sia lode al Signore”. Su molti siti jihadisti, invece, ri sipetono le medesime parole: “Le bombe dell’aviazione britannica sui bambini di Mosul e Racca sono tornate al mittente”.

“Il livello di minaccia rimane alto. Questo significa che un altro attacco risulta altamente probabile” ha affermato la May. La Gran Bretagna rimane, quindi, in stato d’allerta. Saranno almeno 400 i poliziotti e gli agenti di sicurezza impiegati e altri potrebbero essere destinati nei prossimi giorni al mantenimento della sicurezza pubblica.

In un comunicato della polizia, si legge che è stata ulteriormente rafforzata la sicurezza nella Capitale, soprattutto in coincidenza dei due grandi eventi sportivi del fine settimana. Infatti, sabato 27 si terrà sia la finale di FA Cup tra Arsenal e Chelsea allo stadio di Wembley, che la finale della Premiership di Rugby tra Wasps e Exeter Chiefs allo stadio di Twickenham.

L’attentato di Manchester ha avuto eco in tutto il mondo, con i leader di molti Paesi che non hanno fatto mancare il loro messaggio di cordoglio nei riguardi delle vittime e di vicinanza e amicizia verso il Regno Unito. Innanzitutto, il Presidente americano Donald Trump che, in una conferenza stampa congiunta con il presidente palestinese Mahmoud Abbas, ha definito gli attentatori dei “losers”, ossia dei “perdenti”. “Questa ideologia perversa deve essere cancellata, e intendo completamente cancellata, e le vite innocenti devono essere protette. Tutte le nazioni civilizzate devono unirsi a noi per proteggere la vita umana e il diritto sacro di ogni cittadino di vivere in pace e in sicurezza”, ha detto Trump, riecheggiando il discorso dell’altro ieri a Riyad sul terrorismo.

Messaggi di sostegno anche dall’Italia, tramite il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, con Palazzo Chigi che ha issato le bandiere a mezz’asta. Messaggi anche dal presidente della Spagna Mariano Rajoy, dal primo ministro greco Alexis Tsipras, e dal presidente francese Emmanuel Macron.

Meno scontato, ma comunque sentito, il cordoglio del Presidente russo Vladimir Putin. Anche il Commissario europeo Jean Claude Junker, sotterrata momentaneamente l’ascia di guerra della Brexit, ha espresso la sua vicinanza al popolo britannico, con il Palazzo della Commissione Europea che ha anch’esso issato le bandiere dell’Unione a mezz’asta.

https://twitter.com/EU_Commission/status/866924552718360577/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw&ref_url=http%3A%2F%2Fwww.ilpost.it%2F2017%2F05%2F23%2Fstrage-manchester-notizie%2F

Importante, più per la valenza simbolica, che per le parole in se, è la condanna dell’attentato da parte del Consiglio Musulmano della Gran Bretagna (MCB). “Questo è orribile, questo è criminale” recita il comunicato pubblicato in mattinata da Harun Khan, Segretario Generale del Consiglio.

Sempre su Twitter, ha scritto un messaggio anche Ariana Grande, la 23enne cantante americana che stava concedendo il bis al suo pubblico mentre, a pochi metri da lei, avveniva il disastro. “Distrutta. Dal profondo del mio cuore, sono così dispiaciuta. Non ho parole”.

La cantante ha deciso di sospendere tutte le date in Europa del suo tour mondiale, tra cui gli appuntamenti del 15 giugno a Roma e del 17 giugno a Torino. Il suo staff l’ha descritta come “nel pieno di un crollo nervoso. Non è nelle condizioni di potersi esibire per nessuno”. Per il momento, Ariana Grande non è in grado di pianificare un ritorno sulle scene. Una valutazione per il tour mondiale sarà fatta quando lei e il suo team saranno emotivamente pronti.

Intanto, anche Theresa May ha confermato che “la campagna elettorale per le prossime elezioni generali è stata sospesa”. Parole simili per il leader dell’opposizione e principale rivale della May, il segretario del Partito Laburista Jeremy Corbyn: “Ho parlato con il Primo Ministro e abbiamo convenuto che la campagna nazionale per le elezioni generali rimarrà sospesa fino a ulteriore avviso”.

 

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