21 maggio – Donald Trump

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foto via Repubblica.it

“Il terrorismo si è diffuso nel mondo intero. […] L’America è pronta a stare dalla vostra parte, in nome degli interessi comuni e della sicurezza. Ma le nazioni del Medio Oriente non possono aspettare che sia la forza dell’America a schiacciare questo nemico per loro. Le nazioni del Medio Oriente dovranno decidere quale futuro vogliono per se stesse, per il loro paesi, per i loro figli”

Donald Trump

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato di fronte a più di 50 autorità di paesi arabi e musulmani, esortandoli a combattere insieme all’America il terrorismo di matrice islamica. Il discorso di Trump è stato il momento più importante ed atteso del suo viaggio di stato a Riyad, in Arabia Saudita.

“Questo raduno è un momento unico nella storia delle nazioni”, ha detto il presidente Usa. “Le nazioni del Medio Oriente non possono aspettare che la forza dell’America schiacci questo nemico per voi. Le nazioni musulmane devono volere farsi carico di questo sforzo se vogliamo sconfiggere il terrorismo, farci trovare pronti di fronte alla più grande prova della Storia e piegare l’estremismo”.

Trump ha definito la guerra all’estremismo islamico “una battaglia tra il bene e il male”: “Non è una battaglia tra fedi o tra civiltà. È una battaglia tra barbari criminali che cercano di distruggere la vita umana, e le persone oneste di tutte le religioni che cercano di proteggerla”.

Come hanno fatto notare diversi commentatori, il tono usato da Trump è stato molto diverso da quello che aveva caratterizzato i suoi riferimenti ai paesi islamici nel corso della campagna elettorale. “Penso che l’Islam ci odi”, aveva affermato in un’intervista a marzo dell’anno scorso.

Le parole pronunciate oggi da Trump sono state invece più concilianti: “Non siamo qui per dare lezioni. Non siamo qui per dire alle altre persone come vivere, cosa fare, chi essere, o come pregare. Al contrario, siamo qui per offrire collaborazione, basata su valori e interessi comuni, al fine di conquistare un futuro migliore per tutti noi”.

Funzionari della Casa Bianca hanno detto di considerare il discorso di oggi una sorta di contrappeso al discorso che nel 2009 l’allora presidente Barack Obama pronunciò all’Università del Cairo rivolgendosi all’intero mondo musulmano. In quell’occasione, Obama riconobbe che gli Stati Uniti avevano compiuto alcuni passi falsi nella regione mediorientale. Le parole di Obama furono condannate da molti politici del Partito Repubblicano e anche dai rappresentanti di alcuni paesi alleati degli Stati Uniti nel Medio Oriente, Arabia Saudita in primis.

Come scrive il giornalista Federico Rampini su Repubblica, inoltre, il discorso di Obama conteneva un appello a valori universali comuni (che alcuni interpretarono a posteriori come uno dei fattori che avrebbero ispirato l’accendersi delle primavere arabe), mentre “Trump dice l’esatto contrario: non mi interessa sapere come trattate i vostri cittadini (sudditi, nel caso della monarchia saudita e altre) in casa vostra, purché siate dalla nostra parte nella lotta al terrorismo”.

“I nostri amici non dovranno mai dubitare del nostro appoggio. Le alleanze migliorano la sicurezza attraverso la stabilità, non gli strappi radicali. Prenderemo le nostre decisioni basandoci sul mondo reale, non su ideologie inflessibili. Quando sarà possibile, cercheremo riforme graduali, non interventi improvvisi”, ha detto Trump.

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