5 maggio – Jean-Claude Juncker

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foto via Stateoftheunion.eu

“Non c’è abbastanza solidarietà in Europa, la solidarietà è la grande assente. L’Italia, fin dal primo giorno della crisi migratoria, fa tutto ciò che le è possibile, a dispetto delle mancanze dell’Europa. L’Italia ha salvato e salva l’onore dell’Europa, perciò dobbiamo essere più solidali sia con l’Italia sia con la Grecia, che non sono responsabili per l’immigrazione in Europa”

Jean-Claude Juncker

All’evento annuale “The State of Union”, apertosi quest’oggi a Firenze, a Palazzo Vecchio, e organizzato dall’European University Institute, è intervenuto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.

Dopo Alfano e il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, Juncker ha preso la parola, dichiarandosi indeciso sulla lingua da usare, se l’inglese o il francese. Ha scelto il francese “perché poco a poco l’inglese sta perdendo importanza in Europa e perché domenica prossima ci sono le elezioni francesi e voglio che i francesi capiscano ciò che ho da dire sull’Europa”.

Ha proseguito rilevando che dell’Europa si sottolineano poco i successi, in primis la pace: “dobbiamo ciò alle generazioni dei nostri genitori e nonni, le generazioni che hanno fatto esperienza della guerra; dopo il loro ritorno dai campi di concentramento e di battaglia, sono stati in grado di trasformare la loro lotta contro la guerra in un approccio politico di cui godiamo i benefici: dopo così tanti anni di divisioni, l’Europa è stata in grado di unirsi”.

L’allargamento dei confini europei è stato, quindi, un successo e non un errore di cui pentirsi. Invece, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è una “tragedia”, un evento che non dev’essere sottovalutato. Tuttavia, Juncker avverte, “non dobbiamo in alcun modo dimenticare che è l’UK ad abbandonare l’UE e non il contrario, e questo renderà diversi i rapporti negli anni venturi”.

Tra i vari argomenti trattati, Juncker ha parlato anche della disaffezione degli europei per l’Europa, spiegando che “la [sua] dimensione sociale è sottosviluppata” e che la Commisione europea deve occuparsi di migliorarla, perché “l’Europa non è solo denaro e mercato”. In particolare, in Europa deve diffondersi la solidarietà, che Juncker definisce “la grande assente”. A tal proposito, in conclusione del suo intervento, si è  riferito all’Italia, elogiandola (assieme alla Grecia) per l’impegno nella crisi migratoria, e ha richiamato i Paesi dell’Unione a rispettare le regole che essa stessa si è data, perché “qui si tratta di mettere in pratica, e tradurre in legge, l’idea che abbiamo dell’Europa e dell’uomo”.

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