24 aprile – Emmanuel Macron

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Presidential Candidate Emmanuel Macron Hosts A Meeting At Parc Des Expositions In Paris
foto via Huffingtonpost.it (Sylvain Lefevre/Getty Images)

“Grazie per la vostra fiducia. È una prima tappa decisiva. Ora dobbiamo realizzare il 7 maggio e cambiare la Francia. Conto su di voi e su una vostra mobilitazione ancora più grande. La nostra responsabilità è immensa. Al lavoro dunque!”

Emmanuel Macron

All’indomani del primo turno delle elezioni presidenziali francesi, di cui è risultato vincitore con il 23,8 per cento dei voti, Emmanuel Macron, candidato indipendente di centro con il suo movimento En Marche!, ha ringraziato su Twitter i suoi elettori, chiedendo loro un impegno ancora maggiore per poter vincere anche al ballottaggio del 7 maggio, l’appuntamento elettorale che fra quindici giorni deciderà il prossimo presidente della Francia.

Al secondo turno Macron sfiderà Marine Le Pen, candidata del partito di estrema destra Front National, che ieri è arrivata seconda con il 21,5 per cento delle preferenze. “Sono la candidata del popolo”, ha detto ieri sera Le Pen commentando i risultati del voto. “Lancio un appello a tutti i patrioti, da qualunque parte essi provengano. È tempo di liberare il popolo francese dalle élites arroganti che vogliono dirgli come comportarsi”.

Anche Macron ieri sera, quando i risultati dello spoglio non erano ancora definitivi, ma era ormai certo che avrebbe raggiunto il secondo turno, ha pronunciato un discorso di fronte ai suoi sostenitori. “Miei cari concittadini” ha detto il trentanovenne ex ministro dell’Economia “non ci sono diverse France: ce n’è una sola. La Francia, la nostra, all’interno di un’Europa che protegge e che noi andremo a rifondare. Il compito sarà enorme, e io sono pronto, al vostro fianco. La sfida per essere degni di guidare il nostro paese comincia questa sera e noi la vinceremo!”

Macron e Le Pen si confronteranno in un dibattito televisivo il prossimo 2 maggio. Per ora Macron sembra avere un netto vantaggio nei confronti della sfidante: i sondaggi lo danno avanti per 62 a 38 punti percentuali.

Non hanno invece superato il primo turno François Fillon, arrivato terzo con il 19,9 per cento delle preferenze, e Jean-Luc Mélenchon, arrivato quarto con il 19,6 per cento. Fillon, che è stato primo ministro dal 2007 al 2012, era il candidato dei Repubblicani (Les Républicains), partito di centro-destra, mentre Mélenchon si presentava come candidato indipendente di sinistra (nel 2008 era uscito dal Partito Socialista, di cui faceva parte, per divergenze con la dirigenza del partito), ed era sostenuto dal movimento La France Insoumise (alla lettera, “la Francia ribelle”).

Il Partito Socialista, partito del presidente uscente François Hollande, è andato molto male: il suo candidato Benoit Hamon ha ottenuto solo il 6,3 per cento, uno dei peggiori risultati elettorali della storia del Partito Socialista francese. In generale, come diversi commentatori hanno fatto notare, il voto di ieri rappresenta una debacle per i due grandi partiti tradizionali (Socialisti e Repubblicani) che, dopo avere guidato la politica francese per decenni, per la prima volta non sono riusciti a far passare il primo turno delle presidenziali ad almeno uno dei loro candidati.

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