22 aprile – Guy Verhofstadt

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foto via Politico.eu

“Quelle che sono state promosse come ‘elezioni su Brexit’ sono in realtà un tentativo di presa di potere da parte dei Tories, che sperano di trarre vantaggio da un Partito laburista apparentemente in confusione per assicurarsi altri cinque anni di potere prima che la realtà di Brexit inizi a fare male. L’elezione di un numero maggiore di parlamentari conservatori offrirà a May più possibilità di ottenere un miglior accordo su Brexit? Per coloro che siedono al tavolo delle trattative di Bruxelles ciò è irrilevante. I funzionari inglesi rappresenteranno i cittadini del Regno Unito nei negoziati a prescindere dal numero dei parlamentari dei Tories”

Guy Verhofstadt

Il coordinatore del Parlamento europeo per Brexit, Guy Verhofstadt, ha attaccato duramente il primo ministro inglese Theresa May e la sua decisione di indire elezioni politiche anticipate per il prossimo 8 giugno. In un articolo intitolato “Don’t believe Theresa May. The election won’t change Brexit one bit”, pubblicato sul giornale inglese The Guardian, Verhofstadt ha definito “priva di senso” la tesi, sostenuta dallo stesso primo ministro britannico, per cui una vittoria dei conservatori alle elezioni di giugno conferirebbe maggior potere contrattuale a May nei negoziati sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea.

Con una punta di ironia, Verhofstadt, che è stato primo ministro del Belgio dal 1999 al 2008, ed è attualmente presidente del gruppo ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa) al Parlamento europeo, ha scritto: “In quanto belga, ho da sempre una passione per il surrealismo. Il mio collega, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, la scorsa settimana ha suggerito che il copione [delle ultime vicende inglesi] avrebbe potuto essere scritto da Alfred Hitchcock. Per me è più simile all’arte ultraterrena di Magritte”.

Secondo Verhofstadt, non ci sarebbe alcuna garanzia che “un pizzico di parlamentari conservatori in più sugli scranni delle seconde file del Parlamento” possa modificare l’esito delle trattative su Brexit tra il governo britannico e i rappresentanti dell’Unione. “La teoria sostenuta da alcuni, per cui May ha chiesto elezioni anticipate per assicurarsi un accordo migliore con l’Ue, è priva di senso. Possiamo concludere solo che molti politici inglesi e i mezzi di informazione ancora non afferrino come funzioni l’articolo 50”.

“Spero che queste elezioni portino a un dibattito onesto sulle conseguenze amare di Brexit”, ha concluso Verhofstadt. “Forse allora la nebbia del surrealismo che ha inghiottito i ministri del Regno Unito si sarà diradata e potremo così avere una discussione seria sui nostri rapporti, che spero siano molto stretti”.

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