20 aprile – Angelino Alfano

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“Le autorità turche ci hanno avvisato per telefono che domattina alle 9 ci sarà la possibilità di un incontro del console e del legale di Del Grande con lo stesso Gabriele”

Angelino Alfano

Il 10 aprile scorso – ne dava notizia La Repubblica – il giornalista Gabriele Del Grande veniva fermato, nel corso di un controllo della polizia, nella provincia sudorientale turca di Hatay. Del Grande, fondatore del blog Fortress Europe e regista del documentario “Io sto con la sposa”, si trovava sul confine tra la Turchia e la Siria per lavorare alla sua inchiesta “un siriano mi disse”.

Soltanto mercoledì scorso (19 aprile) Del Grande è riuscito a far avere proprie notizie, raccontando di essere stato fermato per la sua attività di giornalista, di essere stato trasportato a Mugla ed essere stato posto in isolamento, e, soprattutto, di non avere il diritto di nominare un avvocato. Ieri una delegazione italiana aveva tentato di incontrare Del Grande, a Mugla, senza però riuscirci; oggi, invece, il ministro degli Esteri ha cautamente annunciato che l’incontro potrebbe avvenire domani.

Nei giorni scorsi, da Pechino, in un evento a margine dell’incontro per il Settimo Dialogo Strategico Ue-Cina, Federica Mogherini, Alto rappresentante Ue per la politica estera, ha cercato di spiegare che la Turchia è un paese che “sta andando verso un periodo complicato”, è “diviso”, a causa del recentissimo referendum costituzionale ma “è un importante partner dell’Ue, è un link economico, di gente, di università e di intellettuali”. Antonio Tajani, presidente dell’Europarlamento, invece, non ha dato attenuanti alla Turchia (“deve rispettare la libertà di stampa se vuol far parte dell’Unione europea”) e ha sottolineato che il caso Del Grande non è solamente italiano.

Infatti, come hanno ricordato anche Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale stampa italiana, la libertà di stampa in Turchia è compromessa già da tempo. La politica di repressione del giornalismo indipendente, accentuatasi dopo il golpe dello scorso agosto, è stata denunciata da Amnesty International, che scrive di oltre centoventi giornalisti in prigione. Come ha spiegato Tana de Zulueta questo impedisce il funzionamento democratico del paese, minando, tra l’altro, anche la regolarità del referendum costituzionale dello scorso 16 aprile.

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