10 marzo – Mariana Carbajal

Posted by
mariana-carbajal1
foto via Pagina12.com

“Dopo la marcia storica che ha riunito innumerevoli persone e che si è svolta nella calma e con un successo notevole, si è tentato di disciplinare il movimento delle donne. Quello che vogliono è creare paura, perché altre donne non desiderino unirsi alla protesta. E l’hanno fatto, dando luogo a una caccia alle donne”

Mariana Carbajal

In Argentina, a Buenos Aires, da dove si è diffusa l’idea dello sciopero dell’8 marzo (ma l’idea è nata in Polonia, racconta Mercedes Funes), la manifestazione del movimento “Ni Una Menos” ha visto la partecipazione di oltre 250 mila donne, riunite in Plaza de Mayo, uno dei luoghi simbolici della politica argentina. La giornata dell’8 marzo, che si è svolta senza episodi di violenza rilevanti, si è conclusa, tuttavia, con la detenzione di una ventina di manifestanti (ora libere), soprattutto giornaliste, scrittrici, musiciste e registe, da parte della polizia.

Il collettivo “NiUnaMenos”, il CELS (Centro de Estudios Legales y Sociales) e altre associazioni, hanno tenuto oggi una conferenza stampa per denunciare quella che Mariana Carbajal, la giornalista e presidente del collettivo, assieme alle altre relatrici definiscono una “decisione politica programmata” volta a “generare paura, regolarizzare e disciplinare la protesta delle donne” e “un messaggio molto concreto di criminalizzazione della protesta”. Tra le persone detenute, la giornalista Laura Arnés, che scrive per la rivista Página|12, nella conferenza stampa, ha raccontato che la polizia non solo le ha rivolto frasi ingiuriose e razziste ma ha anche agito violenza fisica, in alcuni casi sessuale, su di lei e le altre detenute.

La sezione argentina di Amnesty International, in una nota, ha espresso la propria preoccupazione, in quanto gli arresti sarebbero “indiscriminati”, e ha ricordato che l’Argentina è già stata condannata dalla Corte Interamericana dei Diritti Umani e dal Comitato contro la Tortura dell’Onu per l’operato della polizia. Mariela Belski, presidente di Amnistía Internacional Argentina ha sottolineato che la repressione violenta da parte delle forze dell’ordine è in linea con il “Protocollo di Attuazione delle Forze di Sicurezza dello Stato nelle Manifestazioni Pubbliche” entrato in vigore nel 2015 e  voluto dal ministero della sicurezza.

2 comments

Rispondi