3 marzo – Jeff Sessions

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foto via Abc11.com

“Ho deciso di auto-estromettermi da ogni indagine, esistente o futura, su qualsiasi questione relativa alla campagna elettorale del presidente degli Stati Uniti”

Jeff Sessions

Jeff Sessions, procuratore generale degli Stati Uniti d’America (carica che equivale al nostro ministro della Giustizia), ha comunicato alla stampa che rinuncerà a qualunque ruolo nelle indagini sulle intromissioni della Russia nelle elezioni presidenziali dello scorso novembre. Di conseguenza, l’FBI (Federal Bureau of Intelligence), pur facendo capo al Dipartimento di Giustizia guidato da Sessions, non fornirà più informazioni a Sessions circa gli sviluppi delle indagini che sta conducendo in proposito.

 

 

La decisione di Sessions è una risposta alle critiche ricevute da numerosi esponenti politici, in maggior parte democratici ma anche repubblicani, che chiedevano al procuratore generale di fare un passo indietro dopo che, mercoledì scorso, un’inchiesta del Washington Post aveva rivelato che Sessions aveva mentito al Congresso sui suoi incontri con l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Sergey Kislyak. Durante le audizioni per la sua nomina a procuratore generale, Sessions aveva negato di avere avuto alcun contatto con funzionari russi durante la campagna elettorale. Due fonti del Washington Post all’interno del ministero della Giustizia hanno invece affermato che Sessions aveva parlato con l’ambasciatore russo in almeno due occasioni, a luglio e a settembre. Sessions ha quindi precisato che sì, aveva parlato con Kislyak, ma non per questioni relative alla campagna elettorale allora in corso.

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