2 marzo – Magdalena Zernicka-Goetz

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foto via Acmedsci-updates.org.uk

“Lo sto ammirando come si ammira un miracolo della natura e al tempo stesso sto cercando di capirne il processo. È incredibilmente affascinante il fatto che stiamo iniziando a comprendere quelle forze che danno origine all’auto-organizzazione durante le prime fasi dello sviluppo”

Magdalena Zernicka-Goetz

Un team di ricerca dell’Università di Cambridge è riuscito, per la prima volta, a ricreare in laboratorio le prime, cruciali fasi dello sviluppo di un essere vivente. Gli scienziati hanno fatto crescere un embrione di topo fuori dall’utero materno, a partire da un grumo di cellule staminali. Le cellule sono state inserite in una massa di gel e lasciate sviluppare per sette giorni, cioè circa un terzo del periodo di gravidanza di un topo: trascorso quel lasso di tempo, le cellule si erano organizzate nelle due sezioni anatomiche che, durante il normale sviluppo all’interno dell’utero, vanno a formare la placenta e l’embrione.

Lo scopo degli scienziati di Cambridge non è quello di ricreare artificialmente topi (o esseri umani) in laboratorio, ma di osservare la formazione degli embrioni durante le fasi che precedono il loro impianto nell’utero. “Comprendere i principi chiave che regolano la gravidanza in queste fasi sarebbe estremamente utile” ha spiegato Magdalena Zernicka-Goetz, la biologa che ha guidato il team di ricerca. “Conoscere come avviene normalmente lo sviluppo ci consentirà di capire perché spesso qualcosa va storto”. Gli scienziati ritengono infatti che circa i due terzi degli aborti spontanei si verifichino prima dell’impianto degli embrioni nell’utero.

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