27 febbraio – Viola Davis

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89th Annual Academy Awards - Show
foto via Ilpost.it (Kevin Winter/Getty Images)

“Ringrazio l’Academy. Sapete, c’è un posto dove sono riunite tutte le persone col maggiore potenziale. Un posto, ed è il cimitero. La gente mi chiede sempre: che tipo di storie vuoi raccontare, Viola? E io dico: riesumate quei corpi, riesumate quelle storie. Le storie di quelle persone che hanno sognato in grande e che non hanno mai visto i loro sogni realizzarsi. Persone che hanno amato e che hanno perso. Sono diventata un’artista, grazie a Dio lo sono diventata, perché questa è l’unica professione che celebra cosa significhi vivere una vita”

Viola Davis

Si è tenuta ieri sera al Dolby Theatre di Los Angeles, in California, la cerimonia di assegnazione dei premi Oscar, il nome con cui vengono comunemente indicati gli Academy Awards, i riconoscimenti cinematografici più importanti e antichi al mondo. Tra i vincitori dell’edizione 2017 c’è stata anche Viola Davis, che ha ricevuto il premio come Miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione nel film Fences (“Barriere”), diretto da Denzel Washington.

Dopo la sua premiazione, Davis ha pronunciato un discorso molto intenso e appassionato, nel quale ha elogiato le potenzialità uniche del mestiere di attrice e ha ringraziato con commozione la sua famiglia (“il centro del mio universo”) e tutte le persone che hanno lavorato alla realizzazione di Fences. Tra queste, il regista Denzel Washington (“oh, capitano, mio capitano”) e il drammaturgo August Wilson, deceduto nel 2005 e autore dell’opera teatrale omonima da cui è stato tratto il film. Wilson, ha detto Viola Davis, “ha riesumato ed esaltato le persone ordinarie”. Davis è la prima donna afroamericana ad aver conseguito nella sua carriera quella che in gergo è chiamata triple crown (“corona tripla”): premio Oscar, Emmy Award (vinto nel 2015 come Miglior attrice protagonista in una serie drammatica per “How to Get Away With Murder“) e Tony Award (nel 2001 per King Hedley II, e nel 2010 per la versione teatrale di Fences).

6 comments

  1. Andava tutto bene, ottimo articolo ben scritto… FINCHE’ non mi è scaduto e caduto nel ridicolo… Ma ancora qui siamo a far certe precisazioni? L’ARTE non ha alcun Ceto Sociale, non ha distinzione di Razze e tantomeno Razzismo. L’ARTE TUTTA.

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    “Davis è la prima donna afroamericana ad aver conseguito nella sua carriera quella che in gergo è chiamata triple crown (“corona tripla”): premio Oscar, Emmy Award (vinto nel 2015 come Miglior attrice protagonista in una serie drammatica per “How to Get Away With Murder“) e Tony Award (nel 2001 per King Hedley II, e nel 2010 per la versione teatrale di Fences).” 🙁

  2. Ciao, mi sa che non hai capito il senso della precisazione che hai evidenziato, che va proprio nella direzione opposta a ciò a cui hai pensato. Ovviamente sono d’accordo sul fatto che l’arte non dovrebbe conoscere alcun tipo di discriminazione, ma purtroppo, nel mondo in cui viviamo, queste discriminazioni esistono. Che gli afroamericani (anche) a Hollywood ne soffrano è stato denunciato in più occasioni (https://www.google.it/amp/www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/18/oscar-2016-il-regista-spike-lee-boicotta-la-cerimonia-nominati-solo-attori-bianchi/2386132/amp/).
    L’ultima frase del post trova il suo senso proprio in questo contesto: il fatto che un’attrice nera abbia per la prima volta raggiunto il traguardo della triple crown ha un significato innanzitutto sociale, oltre a dimostrare le grandi doti artistiche di Viola Davis. Non voleva essere una statistica inutile, né tantomeno razzista, come hai suggerito.

    1. Una domanda se fosse stata la prima donna Olandese? svedese? italiana? avrebbero puntualizzato anche in quel caso secondo te? “Ancora una volta una donna…” era più semplice e sociale al tempo stesso? io ragionavo sulle puntualizzazioni a volte superflue nei contesti sociali. sarà che tutte le idee”sociali” che sta tirando fuori il nuovo Pres… mi hanno un po’ esacerbata. questo voleva essere il mio pensiero alla fine. 🙂 se ho esagerato me ne scuso. Nulla da dire sulle doti artistiche dell’attrice. Divina! La adoro! Buona serata. 🙂

      1. Capisco cosa vuoi dire, però non mi sembra una puntualizzazione inutile, così come inutile non era, per esempio, quando veniva fatto notare che Clinton era la prima candidata donna e Obama il primo presidente nero, perché quei fatti erano potenziali sintomi di cambiamenti che stavano/stanno avvenendo nella società, in questo caso americana. E non preoccuparti cmq, non hai esagerato 🙂 ci tenevo però a spiegare le mie ragioni, dato che il post l’ho scritto io

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